Il chirurgo delle fagiane

Intervistona di Libero a Massimiliano Brambilla, chirurgo estetico di parti anatomiche che non si esibiscono in pubblico, o come dice lui: Massimiliano Brambilla è specialista in chirurgia plastica della Fondazione IRCCS ‘Policlinic oMangiagalli’di Milano

Intervistona di Libero a Massimiliano Brambilla, chirurgo estetico di parti anatomiche che non si esibiscono in pubblico, o come dice lui:

chirurgia vagine 1

Massimiliano Brambilla è specialista in chirurgia plastica della Fondazione IRCCS ‘Policlinic oMangiagalli’di Milano e referente della sezione di Chirurgia intima femminile e maschile della SICPRE, la Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

Il giornalista chiede subito a Brambilla cosa spinge una donna a “rifarsi la fagiana”:

Perché sempre più donne decidono di “mettere mano” al loro genitale?
“Quando si parla di ginecoplastica tutti si immaginano donne che si specchiano per vedere l’aspetto che ha dal basso, ma vi assicuro la maggior parte delle donne che si rivolge a me lo fa per motivi funzionali».

E per motivi estetici?
“In parte minore chiedono interventi di estetica, anche se aumentano le donne che decidono di combattere il processo di invecchiamento del corpo senza trascurare il genitale. La vita media si è prolungata, la sessualità non si esaurisce a 50 anni e non c’è motivo per criticare una donna che si fa un lifting del volto e uno del pube».

Come si fa a stabilire se una vulva è bella oppure no?
«Per molte parti del corpo esistono canoni anatomici ben codificati, i cosiddetti canoni policliteiani che dicono per esempio che una mammella deve avere 2/3 del suo volume inferiormente e 1/3 superiormente. Per il genitale femminile questo non esiste. E’ indubbio che non esista una vulva uguale all’altra. La ginecologa inglese Naomi Crouch ha catalogato circa duemila tipologie ed è arrivata alla conclusione che non esiste una vulva ideale. Ma per il chirurgo plastico è fondamentale un modello anatomico di riferimento».

E si arriva subito alla definizione di “vulva ideale”:

Ma secondo lei qual è il canonedi bellezza?
«Quello adolescenziale,ma questo vale per tutte le parti anatomiche. Il modello che devo avere in mente è quello ideale, anche se va adattato alle caratteristiche della paziente».

Mi faccia qualche esempio.
«La vulva di una donna sovrappeso deve avere caratteristiche lievemente diverse da quelle di una silfide. Per me è impensabile una vulva giovanile sovrastata da un pube pesante ed un addome grinzoso: è come mettersi ciabattaccie da mare e abito da sera».

Quando si può definire bella?
«Le grandi labbra devonoessere cicciottine(ma non troppo), le piccole labbra grandi il giusto per potersi adagiare un po’ sulle grandi senza soverchiarle,il clitoride non deve essere eccessivamente sporgente, l’ostio vaginale chiuso e non spalancato».

Quali sono i problemi estetici più frequenti?«L’intervento più richiesto è la riduzione delle piccole labbra».

Ma ora vi starete chiedendo quanto costa, vero?

Quanto costa un intervento?
«Il costo di un intervento sulle piccole labbra può variare dai 2500 ai 4500 euro, dipende dalla procedura,dall’operatore e dalla struttura».

Quanto dura? Ci sono rischi?
«Da 30 a 60 minuti. Per i rischi dipende da chi lo esegue. Mi batto da anni per sviluppare tecniche che rispettino la sensibilità e la vascolarizzazione. Questo riduce i rischi sia dell’immediato postoperatorio che a distanza»

altro discorso per i maschietti:

Imaschi invece?
«La maggior parte degli uomini che chiede un allungamento e aumento di dimensione del pene è normodotata. In questo caso li mando da uno psicosessuologo. Ma oltre alle misure ci sono i problemi di senescenza, lo stesso discorso fatto per le signore».

Altre differenze tra i sessi?
«I maschi cercano sempre di giustificarsi. Ma questo si spiega facilmente:per un uomo il pisello è il baricentro della vita».

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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