Gianluca Grignani parla del ricovero e dei figli

Gianluca Grignani chiede scusa ai figli e non perdona il padre nell’intervista a Vanity Fair

Gianluca Grignani

Gianluca Grignani ha raccontato del suo ricovero della settimana scorsa mostrandosi con le sue fragilità.

C’è che l’ ansia è cattiva, e non passa. Non passa mai […] L’ansia ha un livello uno, accettabile, e un livello due, che non lo è più. E lì corre con la tachicardia e l’angoscia, ti fa vedere i film, non la trattieni, ovunque tu sia è meglio che esci da quella stanza perché non puoi più rispondere di te. Sono momenti devastanti, ma non permetterò che mi pieghino definitivamente ai farmaci

Ha così ricordato anche dell’arresto di circa due anni fa, un momento molto difficile per la sua vita.

Venivo da due anni difficili. Era nato Giona, il nostro quarto bambino, e io facevo fatica. Perché dopo tanti anni passati a non credere a nessuno – cicatrici di chi non ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia unita – io a Francesca ci credevo. Ma da che ero il centro della sua vita, figlio dopo figlio mi sentivo togliere sempre più attenzioni. Mi sembrava di essere diventato l’ultima priorità, l’ultimo a essere amato. Sapevo che così doveva essere, ma non me ne facevo una ragione. Ero capace di uscire e tornare dopo 15 giorni, solo per mangiare”.
In quell’occasione “dissero di tutto”. Qualche esempio? “Che il 112 l’aveva chiamato Francesca perché ero drogato e l’avevo menata, quando menerei piuttosto chi ha messo in giro queste stronzate. Io Francesca l’ho solo e sempre amata, da quando vent’anni fa l’ho incrociata sul set della Fabbrica di plastica, e tanto è bastato a fermare il tempo nel tempo, a farmi fidare di lei incondizionatamente. Oggi posso dirlo: mi è andata bene

Ma non è stato il solo, anche per la compagna Francesca le cose erano diventate troppo pesanti e così ha preso la drastica decisione di abbandonare il cantautore.

Era sfinita dal circo mediatico – prosegue Grignani -. Ha preso i nostri figli (Ginevra, 11 anni, Giosuè Joshua, 7, Giselle, 6, e Giona, 3, ndr) e se n’è andata, lasciandomi solo. È durata un niente, ma un niente interminabile. E proprio in quei momenti di dolore ho scritto l’inedito che dà il titolo a questo mio ritorno “Una strada in mezzo al cielo”

Grignani nell’intervista a Vanity Fair ne ha avuta qualcuna anche per i genitori:

Mia madre – che quando la cercavo non c’era, e così sosteneva di educarmi – mi assomiglia più di quanto pensassi. Oggi l’ho perdonata per avere subìto un matrimonio non intelligente con un padre egoista e dalla personalità piccola, che invece non perdonerò mai perché alle stupidate si ripara, e lui alle sue non ha mai riparato, e questo ai figli non si fa. Ci ho messo 44 anni a capirlo, a elaborare quel vuoto d’amore

Il cantante infine ha chiesto scusa ai suoi figli ammettendo di essere diventato più dolce.

Per non essere oggi il padre che probabilmente i loro compagni di scuola trovano fuori dal cancello. Comprenderanno però un domani che quello che gli sto insegnando io non tutti i papà possono insegnarlo, e forse allora il gioco sarà valso la candela. Soprattutto, vorrei dire loro che non devono preoccuparsi. Se ci sarà da chiedere un’altra volta perdono, lo farò. Ma, se avranno bisogno, potranno contare sulla parte migliore di me

Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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