Una mattinata di ordinario gentismo con Fedez e J.Ax

È come passare una mattina al bar con dei pensionati, solo che invece che del Governo e di Equitalia si parla male di Morgan e della SIAE.

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Metti che un giorno J.Ax e Fedez abbiano la possibilità di fondare e dirigere un loro giornale. Che giornale sarebbe? Sicuramente di chiaro stampo gentista perché il qualunquismo è al tempo stesso l’oggetto delle sferzanti critiche dei due rapper che la matrice del loro comune percorso stilistico. Di cosa si parlerebbe poi? Di musica, naturalmente, preferibilmente del genere talent show, poi di SIAE (che per i musicisti è un problema simile alla coda alle poste: ne parlano sempre) e di droghe leggere. Quale potrebbe essere il nome di questa prestigiosa testata? TV Sorrisi e Canzoni? Interessante, ma non abbastanza gentista, meglio quindi il Fatto Quotidiano.

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COME TRASFORMARE UN GIORNALE IN UN’OSTERIA – Ed è così che il duo comico della contestazione giovanile allo strapotere dei matusa (quelli per i quali lavorano in televisione o pubblicano dischi) ha avuto il privilegio di partecipare al nuovo format del giornale fondato da Marco Travaglio. Un giornale che voleva essere diverso dagli altri per la qualità delle sue inchieste e dei suoi approfondimenti. Ma è un’idea che è durata davvero poco. Ma cosa significa essere “direttori per un giorno”? Semplicemente fare una lunghissima diretta su Facebook durante la quale si commentano – cercando di usare più frasi fatte possibili – alcune selezionate notizie del giorno. Ad esempio: Fedez che va con Soundreef e molla la SIAE (con annessa polemica su quando sono ladri quelli della SIAE). Poi visto che ci siamo parliamo di Talent Show (J.Ax: “se non ci andiamo noi c’è la fila e allora tanto vale prenderci quello che è nostro“) dove apprendiamo che J.Ax durante Amici era fisso a Roma (e devoto alla Causa della Musica) anche se nessuno se ne è accorto, soprattutto i concorrenti della squadra Blu. E di Cannabis visto che J.Ax è ormai ufficialmente amico di Maria. La druooga va legalizzata perché alla fine nel mondo ci sono tante cose peggiori e poi ne guadagna anche l’economia (e ci perde la criminalità!).

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J.Ax manda a fanculo gli haterz mostrando il santino di Pusha T

Ma siccome essere direttori di un giornale significa avere la possibilità – a quanto pare – di curare il proprio orticello e di mandare a fanculo un po’ di persone Fedez e J.Ax non perdono l’occasione per prendersela con Morgan e la sua supponenza musicale, i fantomatici rettori (in realtà un gruppo di ricercatori universitari ma ok, un direttore non può sapere tutto) che li hanno criticati per la frase dello spot Algida sugli esami comprati all’università e – dulcis in fundo – tutti gli haterz che dicono che un vero musicista non fa le canzoni per le pubblicità. Ecco che J.Ax può prendersi la sua personale rivincita spiegando che Pusha T ha fatto il Jingle di McDondald’s nel 2003. Il fatto è stato rivelato qualche giorno fa, perché fino ad oggi si riteneva che il jingle “da-da-da-da daaaaa” fosse stato scritto da composto da Pharrel Williams e Justin Timberlake (che lo canta). C’è però una bella differenza tra l’aver composto – forse perché la rivelazione non è stata fatta da Pusha T – un jingle e non averlo fatto sapere a nessuno e essere l’orgogliosa faccia di un brand ed essere famosi per una canzone pubblicitaria. Fermo restando che non c’è nulla di male nel cedere una canzone per uno spot, se devi tirare fuori questa storia (non confermata) vuol dire che un po’ te ne vergogni.

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Ma quelli sono argomenti facili, perché non parlare di cose davvero serie? Ad esempio – chiede Peter Gomez – chi voterebbero i due tra Sala e Parisi al ballottaggio a Milano? Fedez è abbastanza sicuro di non votare Sala “perché uno che ha avuto una gestione pregressa così recente così infangata con i collaboratori che sono stati condannati proprio NO“. Da Fuq? Ma attenzione che le opinioni di Fedez sulla situazione milanese non sono campate in aria. Federico Leonardo Lucia rivela infatti che la scorsa settimana uno dei leader del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, era a casa sua a parlare di figa che gli ha rivelato come fossero convinti di non avere chance a Milano. Incredibilmente poi Fedez, che sappiamo essere un fervente grillino, ci ha tenuto a spiegare la brutta fine del giornalismo online, fatto solo di titoli fuorvianti che hanno solo lo scopo di spingere il lettore a cliccare. In effetti è vero, si chiama clickbaiting e lo usano spesso al Fatto Quotidiano e soprattutto sul sito di Beppe Grillo.Anche J.Ax ha parlato di politica, visto che sua moglie è americana ha però parlato di elezioni USA e di Donald Trump che ha descritto come un Calderoli on steroids. C’è poi lo spazio promozionale (aka la marchetta): il libro di Fedez raga! E per finire si parla di istruzione: Fedez fa un lungo preambolo dicendo che non crede che il titolo di studio sia un metro per misurare l’intelligenza, tutto per dire che ha la terza media. J.Ax invece come tutti gli anziani ci tiene a ricordare che quando ha fatto la scuola lui era davvero una scuola seria non come ora (quindi il suo titolo vale di più). Carino, lo diceva anche mia nonna.

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