Edward Sotomayor è morto nella strage di Orlando per salvare il suo fidanzato

Edward Sotomayor è diventato uno dei volti della tragedia di Orlando. Giovane, popolare e conosciuto per essere un ragazzo allegro e che donava a tutti un sorriso è morto a 34 anni domenica mattina durante l’attacco terroristico al Pulse, discoteca gay di Orlando

Edward Sotomayor

Edward Sotomayor è diventato uno dei volti della tragedia di Orlando. Giovane, popolare e conosciuto per essere un ragazzo allegro e che donava a tutti un sorriso è morto a 34 anni domenica mattina durante l’attacco terroristico al Pulse, discoteca gay di Orlando. Il modo in cui è morto, poi, fa davvero stringere il cuore. In un tentativo disperato si è buttato davanti al ragazzo che stava per essere colpito da un proiettile, salvandolo dalla morte e sacrificandosi per lui. Edward non ce l’ha fatta ed è morto in ospedale. Suo cugino, David Sotomayor, ha detto alla stampa che Edward era “sempre pronto a divertirsi” e anche su Twitter molti dei suoi amici hanno ricordato il ragazzo. Edward e il suo fidanzato si erano conosciuti durante il Gay Days festival circa dieci anni fa.

LE STORIE HORROR RACCONTATE DAI SOPRAVVISSUTI AD ORLANDO – I sopravvissuti all’attacco terroristico di Omar Mateen ad Orlando hanno raccontato le scene di terrore. Chi si nascondeva sotto i corpi morti, chi correva cercando di salvarsi e chi cercava di salare la vita a chi era stato colpito. Omar Mateen, che era legalmente in possesso di due armi, ha iniziato una sparatoria con il poliziotto fuori dalla discoteca, e quando è riuscito ad entrare chi era dentro ci ha messo un po’ a realizzare che stavano sparando, perché era tutto coperto dalla musica.

Rick si è buttato atterra strisciando fino alla postazione del DJ e scappando attraverso un’area riservata allo staff del club. Come raccontato al Daily Mail, una donna ha detto di essersi nascosta in bagno coperta da corpi morti per non farsi vedere dal terrorista.

Orlando

Christopher Hansen stava prendendo un drink al bar quando ha capito cosa stava succedeno. “Non ho visto nessuno dei terroristi. Ho solo visto corpi cadere a terra, mi sono buttato anche io e sono strisciato via. Le persone cercavano di scappare dal retro. Quando sono arrivato sulla strada, era pieno di persone, sangue ovunque.” Ha aiutato una delle vittime che era stata ferita. “Ho preso la mia bandana e ho coperto il buco che aveva nella schiena.”

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Un bartneder, invece, si è nascosto proprio sotto il bar finché le autorità non sono entrate nell’edificio urlando: “Se siete vivi alzate le mani.”

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Ma la storia più incredibile è quella di uno studente di infermieristica, Joshua McGill. Il ragazzo ha raccontato di come nascondendosi dietro una macchina ha trovato una persona ferita con proiettili in entrambe le braccia. McGill si è tolto la maglietta e l’ha usata per fermare l’emorragia. Su Facebook ha poi scritto: “Le parole non possono descrivere la sensazione…Essere coperti di sangue, cercare di salvare la vita di un’altra persona.” Joshua McGill era vicino ad una porta quando ha sentito i tre spari iniziali. “Sentivi solo colpi di pistola ed era davvero spaventoso, il mio unico pensiero era di nascondermi. Mi sono nascosto per cinque minuti, che sono sembrati un’eternità.” McGill si è imbattuto in Rodney Sumter che era stato colpito. Ha preso la sua maglietta e l’ha usata per fermare il sangue che usciva dalla ferita. “L’adrenalina mi ha aiutato. Non volevo che qualcuno morisse davanti ai miei occhi”. Joshua continuava a fargli domande per assicurarsi che rimanesse cosciente. “Le cose che dicevo al ragazzo erano promesse che non sapevo se avrei potuto mantenere, mentre lo tenevo stretto a me, ero ricoperto di sangue. È come se Dio mi avesse messo in quel club per salvare la vita di un completo sconosciuto. Potrebbe essere, non lo so, ma quello che so è che volevo salvargli la vita. Che Dio possa essere con noi nel momento del bisogno”.
McGill sapeva solamente il nome del ragazzo, ma la sua famiglia ha visto il post e lo ha contattato per ringraziarlo. “Dalla famiglia di Rodney Sumter… ti ringraziamo, per il tuo gesto eroico e coraggioso.”

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Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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