Linus non lecca il culo a Renzi!1

In realtà è un suo buon amico, cioè, non è che lo conosca proprio BENE BENE, ma lo considera la speranza dell’Italia. Però non è che è un ultrà del Presidente del Consiglio, e nemmeno vota PD però una mano a Sala la darebbe volentieri ma solo PER IL BENE della città

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Essere il direttore della più famosa radio d’Italia ha i suoi pro e i suoi contro. Soprattutto quando iniziano a corteggiarti i partiti politici. Qualche tempo fa Pasquale Di Molfetta, in arte Linus, aveva rifiutato l’offerta del PD di fare il sindaco di Milano. Nei giorni scorsi ha preso insistentemente a circolare la voce che Linus sarebbe entrato a far parte della giunta Sala qualora il candidato del centrosinistra l’avesse spuntata al ballottaggio contro Parisi. Il quale per tutta risposta e per non smentire il fatto che lui e Sala sono due candidati fotocopia ha cooptato Enrico Ruggeri (su suggerimento di Matteo Salvini, c’è da dire).

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LO SFOGO DI LINUS – Ma il direttore di Radio DeeJay  non ci sta a passare per quello che si sporca le mani con quella roba brutta brutta che è la politica e soprattutto non vuole sentire parlare di quelli che lo accusano di essere troppo amico di Matteo Renzi e del PD. Linus ha fatto altresì sapere che non scenderà in politica e soprattutto anche qualora vincesse Sala non avrà un posto in giunta ma troverà il modo di dare una mano alla città, che fosse questo il grande passo, il grande cambiamento annunciato sul blog qualche tempo fa? Linus si è sfogato questa mattina in diretta a DeeJay chiama Italia spiegando che non è un leccaculo di Renzi, anzi.

Ma quali cazzo di leccate di culo a Renzi! Renzi è in onda tutti i giorni su Rtl 102.5, su 105 e sulle altre radio. Su questa radio mai. Io ho parlato di Matteo Renzi negli anni in cui era sindaco di Firenze in quanto l’uomo che ci ha aiutato a portare la Deejay Ten a Firenze, in quanto amico che veniva a correre con noi. Da quando è presidente del Consiglio non ne abbiamo più parlato, né lo abbiamo mai ospitato. Quindi chi scrive che lecco il culo a Renzi… andate a fare in culo!

Parole forti, dette da uno che ad essere buoni quando non parla di musica (il che purtroppo accade molto spesso) è un incrocio tra Massimo Gramellini e Fabio Volo.

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Un Linus è amico di Renzi, l’altro non lo conosce abbastanza

LA BROMANCE TRA LINUS E MATTEO – Ma perché Linus si è sentito in dovere di puntualizzare che lui e Renzi non sono così legati? Sarà mica come in quel periodo storico in cui a girare per strada non trovavi nessuno disposto ad ammettere di votare Berlusconi eppure Silvio Nostro vinceva le elezioni ovunque? A frugare nel passato di Linus si trova questo interessante esempio (scritto il 9 dicembre 2013) di cosa sia il rapporto tra lui e Renzi.

Fin qui è andato tutto come da previsioni, cioè all’italiana. Finché Renzi era una promessa tutti lo aspettavano, appena ha cominciato a diventare realtà in molti hanno cominciato a metterlo in discussione, quando è stato il momento di decidere tre su quattro lo hanno votato.
Anticipo i commenti: non sono fra i due milioni e mezzo che sono andati a votare, non mi riconosco in questo PD, non mi piacciono quelli che lo votano per darsi un tono.
Credo che Cuperlo fosse una persona per bene e Civati mi era molto simpatico, specie dopo la gag di Fazio. A proposito di circoli autoriferiti.
E non sono, come in tanti pensano, un ultrà di Matteo. Per due buoni motivi: non lo conosco abbastanza e, per il momento, non si può essere ultrà di nessun rappresentante di questa classe politica.

Il pezzo si può dividere in due, nella prima parte, che è quella per creare i doverosi distinguo Linus racconta che a lui il PD non piace e non gli piacciono nemmeno gli hipster che votano il PD per darsi un tono (DA FUQ???). Già all’epoca – tre anni fa – Linus ci teneva a dire che non era un ultrà di Matteo (leccaculo lo avrebbe usato solo dopo) perché – come prevede il gentismo – tutti i politici fanno schifo. Eppure evidentemente più di qualcuno aveva avuto questa impressione se Pasquale si era sentito in dovere di puntualizzarlo.

Però è un mio amico e sono felice per lui, credo che questi due anni di rodaggio lo possano consegnare alla politica vera più rodato ed esperto di quanto fosse alle precedenti primarie.
Soprattutto dà fiducia, nel paese del “nemo propheta in patria”, che la città dove ha preso (nettamente) più voti sia quella che lo conosce meglio, e cioè Firenze.
E poi è un maratoneta, che sembrerà una stupidaggine ma invece è una vera scuola di vita.
Spero che ci aiuti a rimetterci in corsa.
Buon lavoro.

Ma nella seconda parte, che è quella che conta, Linus fa gli auguri al “suo amico Matteo”(ma come, non aveva appena scritto di non conoscerlo abbastanza?). Perché? Perché l’8 dicembre 2013 si tennero le primarie del Partito Democratico, quelle vinte da Renzi. Ecco quindi che Linus ci spiega che ora Renzi è un politico più rodato ed esperto, che il fatto che Renzi abbia stravinto a Firenze (logico visto che il PD locale era cosa sua da qualche anno) è un fatto che “dà fiducia” ed infine siccome Renzi è un maratoneta spera che ci aiuterà a rimetterci in corsa. Una cosa va detta, ho letto dichiarazioni d’amore molto più fredde di questa. E ancora non capisco come si possa pensare anche solo per un attimo che per Linus Matteo sia qualcosa di più che un semplice amico. Diciamo che è una relazione complicata? Di sicuro quella di Linus con la politica (ovvero con il fatto di ammettere di farla) lo è.

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