Pornhub presenta: il porno per ciechi

PornHub per il sociale annuncia il lancio dei porno con audiodescrizioni. Più utili per studiare l’inglese che per masturbarsi

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Uno dei ricordi più vividi della mia infanzia sono le audiodescrizioni delle puntate dell’Ispettore Derrick alla radio. La voce distaccata di chi descriveva la scena mi ha sempre colpito, come faceva a non farsi coinvolgere dagli efferati crimini che stavano accadendo nel mondo di Horst Tappert? Da dove proveniva quella calma innaturale? Forse si faceva influenzare dalla pacatezza della recitazione degli attori e dei doppiatori, mai sopra le righe, sempre un tono sotto la soglia dell’intrattenimento.

SESSANTA SECONDI PER VENIRE – Lo stesso genere di distacco, che però a noi italiani ricorda molto gli esercizi di listening and comprehension delle scuole medie, pervade le audiodescrizioni del servizio Described Video di Pornhub. Un modo per rendere accessibile il sito anche alle persone non vedenti, per le quali probabilmente fino ad oggi il mondo della pornografia non era altro che un insieme di urla, gemiti e ansimi intercalato da qualche fuck. Un’idea simile per la verità era già venuta a qualcun altro in passato, il sito Porn for the Blind ha raccolto i contributi di centinaia di volontari che hanno registrato l’audiodescrizione di moltissimi titoli pornografici. Ma Porn Hub, che mira ad essere il sito porno più politically correct dell’Internet, ha portato il tutto su un altro livello. È sufficiente andare sul sito e cercare “Described Video” per potersi godere del commento di titoli come “Teen latina squirt while gettin creampied” dove la voce guida ci illustra in primo luogo la durata del filmato (in questo caso 10 minuti e cinque secondi).

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SHE GRABS THE DICK SOFTLY AND PUTS THE HEAD IN HER MOUTH – Primo problema: il buffering, a volte succede che l’audiodescrizione si interrompa lasciando nel non vedente il dubbio se sia già finito. Se ci vedete e un filmato scatta è fastidioso, pensate quanto fastidiosa è quando scatta la descrizione. Consiglio: lasciatelo caricare prima di fare play. Secondo ENORME problema: il volume dell’audio originale è davvero troppo basso. Ok, molti di noi sono esperti in tecniche ninja di masturbazione, la principale delle quali è tenere basso il volume del porno ma per i poveri ciechi non è possibile: l’audiodescrizione ha un volume esagerato mentre i dialoghi (quei pochi che ci sono) sono appena percettibili. Un’audiodescrizione professionale deve lasciare spazio ai diaologhi, altrimenti tanto vale leggersi il copione in braille. Oppure ancora meglio, leggetevi De Sade o Uccelli di Rovo che almeno le descrizioni degli atti sessuali sono più passionali. Cosa me ne frega di sapere che il divano dove la tipa viene trapanata ha una fantasia floreale o che alla parete ci sono delle foto che ritraggono delfini, cosa me ne frega di sapere come è vestita la tipa o se è strabica leggermente dall’occhio sinistro. Ma soprattutto che mi frega di sapere che c’è un fottutto bangbros watermark in sovraimpressione?? Sono qui per guardare un porno non per giocare a Cluedo. E così mentre la tipa viene selvaggiamente trapanata e mugola di piacere tutto quello che sentite è la voce (non così sensuale) di una che dice “his hands are on her sides, helping her”. WHAT THE FUQ? Unico lato positivo: uno si aspetterebbe che un porno per ciechi sia tutto nero, e invece il video si vede davvero, quindi potete utilizzare i porno per ciechi per imparare la terminologia per scoparvi le tipe. Ultima considerazione: la scelta delle voci: per i porno etero si tratta quasi sempre di donne di mezz’età, il che potrebbe dare l’impressione che sia la vostra insegnante di inglese a descrivere il tutto. Per i porno gay invece è una voce CAVERNOSISSIMA maschile che dettaglia con precisione millimetrica la lunghezza e la circonferenza dei peni (RLY). Roba che in confronto Luca Ward è un mezzo soprano. Forse è meglio sentire solo l’audio originale.

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È difficile immaginare cosa può essere per un cieco l’esperienza dell’audiodescrizione di un porno, a me ha dato l’idea di quelle specie di motivator per donne sull’orlo di una crisi di nervi con foto ammiccanti e frasette prese da un testo di Fedez (o Fabio Volo) appiccicate sopra. Insomma non proprio la cosa più eccitante del mondo.

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