La storia di Michael Jackson e delle “rivelazioni” sulla sua pedofilia

A sette anni dalla morte gli spettri della vita di Michael Jackson tornano a turbare i sogni dei fan e a far pubblicare articoli, ma di fatto non c’è nessuna “nuova notizia” sulla presunta pedofilia del Re del Pop

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Michael Jackson torna a far parlare di sé e naturalmente non è per il suo indiscusso talento musicale ma per i numerosi punti oscuri della sua vita privata. Anche se è morto nel 2009 tornano periodicamente alla luce documenti, foto e “rivelazioni” a proposito del grande mistero di Jacko: era pedofilo o no? Una sentenza del 2005 (quattro anni prima della morte) ha prosciolto il re del Pop dalle infamanti accuse ma non molti ci hanno creduto, vuoi perché le “prove” presentate dai giornali scandalistici erano schiaccianti vuoi perché leggersi le carte di un processo è faticoso oppure perché i comportamenti bizzarri di Jackson erano davvero strani e difficili da capire.

LE ACCUSE DI PEDOFILIA A MICHEAL JACKSON – Ad ogni modo gli scandali su Jacko tirano ancora parecchio perché alcune “nuove” rivelazioni pubblicate dal sito scandalistico Radar Online hanno fatto subito il giro del Mondo venendo riprese da tutti i principali quotidiani. Secondo Radar il nuovo materiale confermerebbe la tesi che vuole Jackson accanito pedofilo e appassionato di ogni più macabra perversione. Il fatto è che – come dichiara lo stesso Radar – i documenti pubblicati non sono così nuovi visto che si tratta di quanto sequestrato a Neverland nel 2003 durante una delle ultime perquisizioni effettuate dalla polizia di Santa Barbara nel Ranch di Jackson. I file che per molti giornali sono oggi una notizia in realtà furono resi pubblici – in seguito ad una richiesta in base al Freedom of Information Act (FOIA) – nel 2009 e già all’epoca oggetto delle speculazioni della stampa scandalistica. Si tratta quindi di materiale ampiamente analizzato in questi sette anni dal quale non sono emerse per la verità prove schiaccianti riguardo la colpevolezza di Jackson (che nel 2005 è stato giudicato “not guilty” per tutti i quattordici capi d’imputazione). Questi più o meno sono i fatti e quindi quando oggi il critico musicale del Fatto Quotidiano Michele Monina ha pubblicato un pezzo che sostanzialmente è la traduzione e il riassunto di questo articolo del Daily Mail (che non è nemmeno linkato ovviamente) i lettori del quotidiano diretto da Travaglio e Gomez sono insorti urlando al complotto contro la memoria dell’eterno ragazzino di Gary (del quale il 25 giugno ricorre l’anniversario della morte). Monina però ha dato solo la notizia, non ha inventato nulla e l’unica sua colpa semmai è quella di aver fatto un copia incolla dal Daily Mail (e non è poi così grave).

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Non si sa se Monina si sia fatto prendere dalla moda manettara che caratterizza la direzione del giornale per il quale scrive o se semplicemente non abbia avuto voglia di approfondire la questione (perché tanto l’aveva già fatto il Daily Mail).  Ecco un esempio della discussione che sta andando in scena ora sui vari account Twitter legati al fatto quotidiano. Qui una fan si rivolge direttamente a Peter Gomez ma da Monina e nello spazio dei commenti sono volati insulti veri e accuse di diffamazione e stalking. In effetti i fan di Jackson possono essere davvero molesti a volte.

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Ma al di là delle recriminazioni dei fan che sono letteralmente impazziti (e a dire il vero non se la prendono solo con il Fatto) c’è da sottolineare il fatto che quando si parla di Micheal Jackson e pedofilia ogni non-notizia diventa una rivelazione clamorosa. Parecchio spazio è stato dato al procuratore distrettuale di Santa Barbara (ovvero colui che ha rappresentato l’accusa nel processo) il quale non ha fatto altro che confermare le tesi che poi sono state smentite dalla sentenza finale (e del resto cosa avrebbe dovuto fare?) e alle note degli investigatori che “provano” la colpevolezza di Jacko.  Altrettanto spazio viene dato alle accuse di Jordan Chandler, il ragazzino che per primo accusò Jacko di pedofilia nel 1993 (e con il quale Jackson patteggiò un risarcimento da 22 milioni di dollari). Non viene detto però che Chandler fu convinto e plagiato dal padre a muovere le accuse contro Michael e che alcune prove che vennero portate in tribunale non risultano oggi essere così decisive. Ma quel patteggiamento pesa ancora oggi e costituisce una macchia sulla carriera di Jackson e non possiamo certo dimenticare il fatto che l’avvocato del cantante durante il processo del 2005 fosse un vero osso duro. Ed è per questo che oggi, a più di vent’anni da quegli eventi stiamo ancora qui a discutere se il cantante fosse colpevole o innocente. I gusti e la vita di Michael Jackson sono stati senza dubbio strani, e vedere stanze piene di giochi e libri per ragazzi non fa certo una bella impressione ma continuare a speculare sulla vicenda sulla quale è intervenuto anche la figlia di Jackson

che ha mandato a fanculo tutti coloro che continuano a parlare del padre come di un mostro pedofilo.

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