Terence Hill e il ricordo di Bud Spencer

Il commovente ricordo di Bud Spencer da parte del suo amico Terence Hill

terence hill bud spencer

Terence Hill usa poche parole per ricordare Bud Spencer, l’amico e il compagno in tanti film:

«Ho perso il mio amico più caro, sono sconvolto»

l’attore ha pubbblicato anche una foto per salutare Bud:

Qualche tempo fa Terence Hill parlava dell’epoca d’oro dei film con Bud Spencer su La Stampa:

«Quello che facevamo nei nostri film sono cose che non si possono ripetere e se facessimo qualcosa di diverso non saremmo più noi» e ancora: «Bud doveva fare coppia con un altro attore che poi la sera prima di girare si fece male e così sono stato chiamato io. Il destino». Si trattava di un film che sarebbe diventato importante per noi Dio perdona… io no! del 1967. E come diceva sempre Bud: «A differenza mia, lui aveva studiato per fare l’attore».

Bud Spencer alias Carlo Pedersoli è morto ieri pomeriggio come ha annunciato all’ANSA il figlio Giuseppe Pedersoli: “Papà e’ volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata ‘grazie”. Era nato a Napoli il 31 ottobre 1929.

BUD SPENCER: IL CAMPIONE DI NUOTO DIVENTATO L’ANGELO CHE MANGIA FAGIOLI – E’ stato campione di nuoto, attore, aviatore ed altro ancora. Ma se gli si chiedeva, come in una recente intervista per festeggiare i suoi 86 anni, a quali successi tenesse di piu’, Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer rispondeva senza esitazione: “Ai successi sportivi”, perche’ non determinati dal pubblico incostante ma sempre dal sacrificio personale. E perche’ lo sport, ricordava ancora nell’intervista, “insegna la decenza”: ogni conseguimento ti puo’ essere tolto domani da un altro piu’ bravo di te. Disincanto, ironia, bonomia: sono i tratti per cui Bud Spencer, napoletano del ’29 di Santa Lucia, coetaneo e amico (abitavano nello stesso palazzo) dello scrittore Luciano De Crescenzo, ha ottenuto un successo cinematografico globale. Tuttora e’ fra i pochi attori italiani a essere conosciuto in tutto il mondo. La sua carriera pubblica comincia da sportivo, quando trasferitosi con la famiglia a Roma nel 1940 si afferma nel nuoto mentre studia chimica all’universita’. E’ il primo italiano a scendere sotto il minuto nei cento metri stile libero e diventa nazionale, conseguendo risultati importanti ai Giochi del Mediterraneo del 1951 (due argenti), quindi alle Olimpiadi di Helsinki del ’52 e successivamente ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona, dove vince nel ’55 la medaglia d’oro con la nazionale. Inquieto, desideroso di scoprire il mondo al di la’ delle vasche o della vita da studente a Roma (ma non si laureera’ mai) parte per il Sudamerica e fa esperienze disparate: dallo stradino al pilota automobilistico. Quando torna a Roma tenta varie esperienze artistiche e finisce sotto contratto con la Rca come paroliere, recita in alcune particine cinematografiche col nome ancora di Carlo Pedersoli finche’ nel ’67 non accetta un ruolo nella pellicola “Dio perdona…io no!” con Mario Girotti (Terence Hill), cominciando le fortune che dividera’ per anni con il partner sulla scena. Lui fisico imponente, bonaccione ma temibile; Girotti piu’ sveglio, agile, scaltro. E’ del 1970 “Lo chiamavano Trinita’”, primo di tanti film di culto fra i quali “Anche gli angeli mangiano fagioli” (1973), “…Altrimenti ci arrabbiamo” (1974) e la serie di “Piedone” in cui interpreta il bonario ma implacabile commissario Rizzo, sia a Napoli sia all’estero, fino a “Piedone a Hong Kong” del ’75 quando le sue coreografie saranno in grado di fare parodia dei kung fu movies all’epoca di grande successo, e con un tratto cosi’ personale che riuscira’, a parte lui, soltanto a Jackie Chan. Molte anche le serie televisive di successo, in particolare “Detective extralarge” dal ’91 al ’93 e “I delitti del cuoco” del 2010. Pilota di elicotteri e quindi di aerei, fondatore di una compagnia aerea, appassionato giocatore di roulette e molte altre cose, il gigante buono ha sempre rivendicato, o non ha dimenticato, la sua appartenenza a Napoli e si e’ molto “divertito”, come il vecchio amico di condominio Luciano De Crescenzo, coltivando i filosofi classici. Cose che nessuno, o quasi, da Piedone si poteva aspettare

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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