Che fine ha fatto Andrea Alongi

Andrea Alongi, il fenomeno di Un giorno in pretura, in un’intervista alla Gazzetta di Parma racconta cosa fa oggi. E parla anche di politica

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Andrea Alongi, il testimone del processo Bonsu diventato famoso dopo una puntata di Un giorno in pretura per il suo modo “particolare” di rispondere, racconta cosa fa oggi in un’intervista alla Gazzetta di Parma.

Andrea Alongi a Un giorno in pretura

 

L’INTERVISTA AD ANDREA ALONGI – Alongi parla un po’ di tutto, da Wikipedia alla marijuana libera, e naturalmente spiega qualcosa sulla droga:

Lui era uno dei tanti testi sentiti, ma oggi cosa ne pensa?

Bah, io nemmeno ce l’ho Facebook. Tra qualche giorno verrò dimenticato, basta una sparatoria americana, aggiornamenti su Brexit, o qualcosa sui diritti civili per essere archiviato

Che fine ha fatto Andrea otto anni dopo lo tsunami per il pestaggio dello studente ghanese?

Di novità ne ho poche, vivo sempre qui, in quartiere Montanara. E un “Cinghio domina” non me lo leva nessuno

Compirà 25 anni a dicembre ed è disoccupato

Mettiamola così, potrei essere laureato. Perché con tutti gli argomenti che mi interessano faccio sempre la stessa cosa. Mi metto davanti al computer e “mi sparo” tutte le informazioni che riesco a reperire su Wikipedia

Un passato delicato il suo, segnato da molto dolore. E oggi?

Semplicemente non ho una vita […]. Sono caduto nel tunnel della droga anni fa, è vero, ma con fatica sono riuscito a tirarmene fuori. Non mi faccio più. Tu dai tutto alla droga, ma lei ti toglie ancora di più. Prima avevo amici, “ero superiore”. Finita quella tutti scomparsi. Oggi sono una persona migliore, ma sola.

Cosa dice di quella puntata che suo malgrado ha acceso i riflettori su di lui?

Niente, alla fine quando è successo tutto io avevo 17 anni, e mi sono limitato a dire quello che ho visto, la verità. Poi ho sempre pensato che i vigili dovessero fare multa e continuare così, ma questa è un’altra storia.

Del Movimento 5 Stelle apprezza solo Federico Pizzarotti

Perché è d’accordo sulla marijuana libera. Per tutto il resto la politica è spazzatura

LA VERA STORIA DI ANDREA ALONGI – In questi giorni l’Internet italiano ha trovato un nuovo eroe. Il suo nome è Andrea Alongi ed è diventato famoso sull’Interwebs grazie ad un filmato andato in onda durante una puntata di maggio del programma di Rai Tre Un giorno in pretura dove è chiamato a rendere testimonianza in merito ad alcuni fatti legati – sembrerebbe – allo spaccio di droga. In realtà la vicenda nella quale è coinvolto il nostro eroe è il processo agli agenti della Polizia municipale di Parma accusati di aver pestato e offeso uno studente ghanese di nome Emmanuel Bonsu.


Andrea Alongi a Un giorno in procura di superstarz_com

EMMANUEL NEGRO – Correva l’anno 2008, in Italia scoppia l’ennesimo caso di soprusi da parte delle forze dell’ordine quando il 22enne Emmanuel Bonsu, studente ghanese regolarmente immigrato in Italia, denuncia di essere stato arrestato e picchiato dalla polizia. I vigili della municipale di Parma, accusava il ragazzo, lo hanno picchiato – procurandogli un occhio nero – lo hanno insultato con epiteti razzisti e si sono scattati delle fotografie con Bonsu tenuto a mò di trofeo.

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L’agente Pasquale Fratantuono in in posa con “Emmanuel Negro”

Gli agenti infatti erano convinti di aver arrestato il “palo” di un pericolosissimo spacciatore. Un arresto “epico” durante il quale i vigili sequestrarono ben 19 grammi di fumo (più la “caccola” detenuta da Alongi). Emmanuel viene detenuto per ore all’interno del commissariato di via del Taglio e quando alle undici di sera (il ragazzo è stato tratto in arresto alle sei di pomeriggio)  arriva finalmente il padre gli viene consegnata una busta – con il timbro del Comune di Parma – con all’interno gli atti e i verbali. Sopra c’è scritto Emmanuel Negro. In seguito alla denuncia di Emmanuel inizia un processo a otto agenti della Polizia Municipale di Parma, accusati a vario titolo di sequestro di persona, percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale e violazione dei doveri d’ufficio. In primo grado e in appello i giudici emisero due sentenze di condanna che però vennero ribaltate in Cassazione lo scorso aprile quando i giudici della suprema corte assolsero uno degli imputati dall’accusa di sequestro di persona (l’agente dovrà però rispondere di perquisizione arbitraria e violenza privata) e disponendo la celebrazione di un nuovo processo di appello dove il reato contestato agli altri sette imputati verrà derubricato a “arresto illegale”. Nella sentenza la Cassazione osservava che:

sin dall’inizio Bonsu è stato individuato come il potenziale ‘complice’ dello spacciatore in quanto persona di colore. In altri termini alcun elemento giustificava la convinzione degli operanti che il Bonsu fosse uno spacciatore, non essendo stati acquisiti nel momento in cui hanno agito elementi idonei ad avvalorarla. Essi hanno “deciso” che is trattava di uno spacciatore e non l’hanno “scambiato” per tale

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UNA BELLA DA DIO, UN MAZT, UNA MAZD – All’interno di questa vicenda si inserisce il video che ritrae uno scazzatissimo Andrea Alongi per nulla preoccupato di quello che sta succedendo mentre con una certa ingenuità chiama i poliziotti “sbirri” oppure fa delle considerazioni personali sul valore dei Vigili Urbani come forza di polizia che quando si tratta di parlare del “palo” (ovvero di Emmanuel) per Alongi hanno sicuramente visto troppo film americani. Ipotesi non del tutto peregrina visto che gli agenti erano alla forsennata ricerca “della roba” manco fossero a Miami Vice.

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Alongi non si premura nemmeno di “dare una mano” all’avvocato della difesa, e dimostra di essere infastidito dalle continue interruzioni, perché alla fine lui sì è contro gli “sbirri” e gli ha dato sinceramente fastidio il modo in cui hanno trattato Emmanuel però è anche un po’ un anarchico e le cose le dice e le fa come vuole lui. Il sistema non riuscirà a ingabbiarlo nemmeno questa volta.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

Un commento per “Che fine ha fatto Andrea Alongi”

  1. Stefano scrive:

    Ma quindi tu sei andata a incontrare Andrea Alongi in persona? geniale…

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