Le testimonianze dei sopravvissuti all’attacco di Nizza

“Il camion della morte è passato a qualche metro da me e non ho neanche realizzato. Ho visto corpi volare come birilli da bowling al suo passaggio”

Nizza

Nizza stava festeggiando giovedì sera il 14 luglio quando un camion si è buttato intenzionalmente sulla folla poco dopo i fuochi d’artificio. Un grave attacco che secondo l’ultimo rapporto ha ucciso più di 80 persone, 10 bambini, alcuni testimoni sopravvissuti hanno raccontato l’attentato dai loro occhi.

ATTENTATO NIZZA

LO SPETTACOLO DELL’ORRORE – Christophe Kulikowski, il presidente dell’associazione dei giornalisti a Parigi era a Nizza ieri sera. “Ho portato le mie figlie al ristorante, siamo partiti presto per vedere i fuochi d’artificio” ha raccontato a L’Express. La sua casa si trova in collina, ad un km circa dal lungo mare da dove si vede lo spettacolo dei fuochi, ma ieri sera l’unico spettacolo che ha visto è stato quello dell’orrore. I fuochi d’artificio erano finiti da cinque o dieci minuti quando è arrivato il camion. “Ho sentito dei colpi abbastanza forti, poi ho visto i veicoli della polizia e il panico sulla strada. La città si è svuotata, siamo tutti in stato di choc”.

IL CAMION DELLA MORTE – Il giornalista del Nice Matin, Damien Allemand era più vicino al camion. È successo a qualche metro da lui, come scrive in un post sul suo blog. “Era una bella serata. Il camion della morte è passato a qualche metro da me e non ho neanche realizzato. Ho visto corpi volare come birilli da bowling al suo passaggio. Non scorderò mai quei rumori e quelle urla. Ero paralizzato, non sono riuscito a muovermi. Seguivo il passaggio del camion con gli occhi”.

UN GELATO MI HA SALVATO LA VITA – Anche Massimo era insieme alla sua famiglia giovedì sera per vedere lo spettacolo. Era con sua moglie, i suoi figli e la fidanzata di uno di loro. Quello che potrebbe avergli salvato la vita è stata la decisione di andare a prendere un gelato a piedi. “Abbiamo visto il camion, ma non sapevamo se era sulla strada o sulla Promenade. Eravamo senza parole, in quel momento non riesci a pensare. abbiamo visto la gente correre e abbiamo iniziato a correre anche noi”. La priorità in quel momento è quella di mettersi in salvo. “Abbiamo visto anziani cadere a terra, incapaci di continuare a correre. Ho visto una città in guerra. Noi siamo stati in grado di entrare in un hotel e due giovani sono stati così gentili da accettare di far entrare una ventina di persone.” ha continuato Massimo. “Credo che sia stato l’unico momento in cui ci siamo sentiti davvero al sicuro”.

IL RACCONTO DI MATTEO – “Il camion ci e’ sfrecciato a fianco, a circa due metri di distanza. Siamo rimasti immobili, non ci siamo resi conto di nulla e siamo vivi per miracolo”. Matteo ha 23 anni, studia Giurisprudenza a Torino e con altri otto amici del capoluogo piemontese ieri sera si trovava a Nizza, sulla Promenade des Anglais. “Sono arrivato insieme a una settantina di studenti – racconta all’AGI – per partecipare a una summer school organizzata dall’universita’. Le lezioni cominciano lunedi’ e cosi’ ne abbiamo approfittato per goderci il weekend. Ieri sera, intorno alle 22, abbiamo visto i fuochi sul lungomare. Quando sono terminati, alle 22.20 circa, siamo rimasti a bordo strada per aspettare un altro gruppo di amici che doveva raggiungerci”. “Ci trovavamo all’altezza dell’hotel Negresco – racconta ancora – quando mi sono accorto del camion bianco che procedeva verso di noi. Neppure il tempo di indicarlo ai miei amici che ci e’ passato accanto. Andava veloce, con una volante che lo inseguiva, ma c’era un silenzio surreale. L’ho seguito con lo sguardo, immobile, e ho notato che nel suo procedere a zig zag ha urtato alcuni pali della luce abbattendoli”. Qualche secondo dopo il silenzio ha lasciato spazio alle urla. “Era il caos, – ricorda Matteo – c’erano diversi corpi per terra, parenti e amici si fermavano chiedendo aiuto, noi correvamo nella stessa direzione dalla quale era arrivato il camion. Siamo tornati agli appartamenti che abbiamo preso in affitto e abbiamo chiamato subito le nostre famiglie. Un professore ha accompagnato a casa chi viveva in zone piu’ lontane della citta’”. Matteo oggi e’ rientrato a Torino dai genitori, ma lunedi’ ha intenzione di tornare a Nizza: “qualcuno restera’ a casa, io e altri ragazzi sentiamo di dover proseguire quello che stavamo facendo”.

Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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