Lo Zoo di 105 e Andrea Alongi

Lo Zoo di 105 tende la mano ad Andrea Alongi per aiutarlo, il prezzo da pagare è diventare il nuovo fenomeno da baraccone del programma di 105

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Lo Zoo di 105 è il programma radiofonico che negli ultimi anni ha creato numerosi cancri. È uno dei programmi più beceri del panorama radiofonico, qualcosa che in confronto la Zanzara di Cruciani è un programma di esegesi biblica. I conduttori dicono da sempre di essere la voce dell’italiano medio e che non è colpa loro se il programma risulta essere così. Da qualche giorno i ragazzi dello Zoo – conduttori e ascoltatori – hanno preso a cuore il caso di Andrea Alongi.

VITA DA MEME – Così a cuore che non hanno ben chiaro cosa sia successo, ma non è un problema perché quelli dello Zoo hanno deciso di “aiutarlo”. Se ci pensate siamo ai livelli dei testimoni di Geova che ti vengono a casa e ti vogliono salvare dalle fiamme dell’inferno. Solo che lo Zoo non ti promette la vita eterna dopo un lungo periodo di espiazione e contrizione. Lo Zoo di 105 ama sentirsi come quegli americani che dopo aver liberato l’Italia regalavano tavolette di cioccolata e sigarette, ma in realtà sono più come i conquistadores che scambiavano specchietti e perline di vetro con preziosi tesori. Dopo la puntata di ieri dove hanno spiegato “il piccolo caso di cronaca” nel quale è rimasto coinvolto Alongi quelli dello Zoo sono andati a trovarlo (non è chiaro se a bordo di una Mazda bella da dio) a Parma. Lo hanno caricato in macchina e gli hanno regalato ben due smartphone (uno è il dono di un ascoltatore).

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Di sicuro ci sono persone che vorrebbero aiutare Andrea Alongi, ma il prezzo di questo aiuto è farsi prendere per il culo dallo Zoo di 105. Mi piace pensare che ci siano modi migliori per aiutare una persona che si presenta così. Perché dopo tutto ci sono persone preparate che questo lavoro lo fanno sul serio. Altri invece, che di lavoro conducono un programma radiofonico probabilmente sono interessate ad altro, ovvero a far diventare Andrea un fenomeno da baraccone. Non serve essere “amici” di Andrea Alongi per volerlo aiutare, non serve nemmeno fingersi di esserlo. Ma continuare ad esporlo sadicamente al pubblico ludibrio, perché è questo quello che fanno, non è il modo per portare aiuto ad un ragazzo come lui, probabilmente sufficientemente disperato e inconsapevole di essere finito nel grande tritacarne mediatico dell’internet. È sufficiente guardare lo spezzone del video in macchina, Andrea Alongi continua a sbrodolarsi addosso un mare di parole in sottofondo, parlando sostanzialmente con sé stesso mentre quelli dello Zoo si godono la scena e ci riservano chicche come “chiediamo a questo muratore dove andare a mangiare, i muratori conoscono sempre i posti giusti dove mangiare bene”. Benvenuti nella sagra del luogo comune. Siamo sicuri che nei prossimi giorni verranno pubblicati tanti video divertenti dell’avventura dello Zoo con Andrea, perché i click non vengono mica così a gratis.

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