Marisol e i bambini uccisi dal terremoto

Le storie dei bambini che il terremoto ha ucciso. E di quelli che sono stati salvati. Come Giorgia, estratta viva dopo essere stata 16 ore sotto le macerie

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Il terremoto in centro Italia ha ucciso ormai più di 250 persone, anche se purtroppo il bilancio non è ancora definitivo. Molte delle vittime erano bambini. La Stampa racconta alcune delle loro storie:

Come in tutte le grandi tragedie, il dolore non ha mai un senso, e resta appeso a queste facce di bambini senza parole, che raccontano più di ogni altra cosa il disastro cieco del terremoto. Marisol Piermarini aveva 18 mesi ed era in vacanza ad Arquata del Tronto. Il nonno, Massimo Piermarini, aveva saltato tutte le barriere e aveva scavato con le sue mani per salvarla. Lo dice trattenendo il dolore: «Troppo tardi». La mamma di Marisol si chiama Martina Turco ed era scampata al terremoto dell’Aquila 7 anni fa. Il destino ha voluto salvarla di nuovo, ma non sarà mai salva del tutto. La sua bambina dormiva quando il terremoto ha buttato giù la casa, e lei non ha potuto far niente. Nel 2009, dopo che l’inferno aveva sbriciolato la sua città sotto ai piedi, aveva deciso di andare via. Era andata a vivere ad Ascoli, con il suo compagno, Massimiliano Piermarini. La tragedia l’ha inseguita fino qui, un giorno di vacanza.È ricoverata alle Torrette di Ancona e continua a chiedere di sua figlia. Le hanno detto solo che suo marito è salvo. Il nonno di Marisol è andato a trovarla, senza riuscire a trovare parole.

In questa lunga fila di croci che ha lasciato il terremoto, ce ne sono tante più piccole delle altre: una bambina di 9 mesi morta ad Arquata del Tronto, altri due a Pescara del Tronto, uno a Sommati, frazione di Amatrice, i due figli di 12 e 14 anni dell’agente della Polizia Stradale Ezio Tulli morti con il padre. Il più piccolo di tutti si chiamava Stefano Tuccio e aveva 8 mesi appena. Viveva con il papà Andrea, la mamma Graziella e il fratello Riccardo, di 8 anni, nella casa accanto alla Chiesa di Accumoli. Quando la terra ha cominciato a picchiare nella notte dalle sue viscere è crollata completamente la canonica e il campanile si è abbattuto sulla casa. I soccorritori hanno cominciato a scavare con il buio e hanno tirato fuori per primo proprio il più piccolo di tutti. Pensavano fosse ancora vivo. Ma Stefano ha smesso di respirare nell’ambulanza. Pochi minuti dopo hanno trovato il padre e la madre abbracciati senza vita. La scossa li ha presi all’improvviso, hanno avuto solo il tempo di stringersi in quell’attimo di terrore. L’ultimo corpo che sono riusciti a recuperare è il fratellino, estratto in fondo alle rovine della casa. Era coperto di polvere e non aveva più respiro.

La morte non ha voce.Ad Amatrice, due gemellini di 6 anni sono stati recuperati, nel silenzio attorno, pieno di speranza, dei vigili del fuoco e di quelli che avevano scavato assieme a loro fino a pochi istanti prima. Ma Andrea Serafini è morto. E suo fratellino forse è ancora vivo. Lo dice la sirena dell’ambulanza che corre spazzando i calcinacci della strada. La zia, però, Maria Rita Serafini, piange disperata perché pensa che non ce la farà: «L’ho visto, io, e il massaggio cardiaco era inutile». Vicino a loro, un papà è corso da Roma nella notte e quando è arrivato s’è messo a scavare con i vigili, perché diceva che i suoi figli erano lì, «sono sicuro». E dopo un po’ hanno sentito le voci. E poi li hanno visti e li hanno tirati fuori. Uno era illeso e l’altro aveva solo qualche graffio.

E poi c’è la storia di Giorgia, la bambina salvata dopo essere stata per 16 ore sotto le macerie a Pescara del Tronto. Così il portavoce dei vigili del fuoco Danilo Dionisi ha raccontato questo miracolo all’Ansa:

Quando l’ hanno estratta dalle macerie i suoi soccorritori sono esplosi in un boato di gioia: è Giorgia, la piccola di 10 anni messa in salvo dopo quasi 16 ore sotto l’ ammasso di detriti in cui si è trasformata la sua casa. “Lavoravamo fin dalla mattina su quelle macerie perchè era arrivata una segnalazione da una delle unità cinofile. Ma non avevamo altri segnali, non sentivamo la sua voce. Quando l’ abbiamo trovata è stata una gioia immensa”, spiega Dionisi ancora visibilmente commosso. I vigili del fuoco sono riusciti ad arrivare alla piccola intorno alle 20, dopo aver individuato la zona della sua cameretta. “E’ stata una grande gioia, frutto di un determinato lavoro di squadra”, dice Dionisi. Un altro soccorritore ha però l’ amaro in bocca: conferma che la sorella della piccola non ce l’ ha fatta. “Era stesa accanto a lei, non c’ era più nulla da fare purtroppo”, racconta il giovane volontario. I vigili del fuoco continuano le ricerche di superstiti a Pescara del Tronto. Si ipotizza che in alcune case del disastrato paese ci possano essere ancora delle persone vive. “Continueremo finché non avremo trovato tutti i dispersi”, sottolinea un altro volontario prima di rimettersi il casco di protezione e tornare nell’ inferno delle macerie

Il salvataggio di Giorgia, la bambina rimasta 16 ore sotto le macerie dopo il terremoto

(la foto di copertina da Repubblica ritrae Marisol al mare con il papà)

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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