Matteo Viviani: la Iena che si arrabbia perché ci vuole troppo tempo per donare il sangue

È bastata una visita medica di controllo per far passare alla Iena Matteo Viviani e alla moglie Ludmilla Radchenko la voglia di donare il sangue “per aiutare le popolazioni terremotate”.

matteo viviani donazione sangue terremoto - 1

Ma quanto ci vuole per donare questo sangue? Ma che davvero non basta andare lì e farsi bucherellare il braccio mentre ci si scatta un selfie? A quanto pare, come sanno quelli che hanno effettuato donazioni di sangue, la buona volontà del donatore – per quanto apprezzatissima visto che si tratta di un gesto volontario – non è sufficiente per poter effettivamente donare. Questo perché è necessario verificare che il donatore sia “in regola” ovvero che i risultati di tutte le analisi siano a posto.

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A VIVIANI È PASSATA LA VOGLIA DI DONARE IL SANGUE – Evidentemente la Iena Matteo Viviani non ha tempo da perdere, e quindi dopo aver scoperto di essere andato “per niente” al Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Arezzo ha scritto su Facebook che così facendo, ovvero obbligando i donatori a tornare più volte, “ti passa la voglia di donare, a noi, sinceramente, girano le palle”. A quanto pare la Iena non ha gradito che in seguito alla convocazione d’urgenza al Centro Trasfusionale non abbiano voluto fargli sto benedetto prelievo. Poco male, è riuscito lo stesso a farsi uno scatto con la moglie, anche se fuori dalla porta. Sarebbe bastato andare sul sito dell’AVIS per scoprire che la procedura è la seguente:

Chi intende diventare donatore di sangue può recarsi presso una sede o un centro di raccolta Avis o un Servizio trasfusionale dell’ospedale della propria città.

Colloquio con il medico
Il colloquio aiuterà a stabilire l’idoneità e ad individuare quale tipo di donazione è più indicata: sangue intero o aferesi.
Dopo la visita medica verrà effettuato il prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l’idoneità al dono.

Accertata l’idoneità il nuovo donatore verrà invitato ad effettuare la prima donazione Valutazione clinica e firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione

Tutto scritto in maniera semplice e chiara, chi intende donare deve sottoporsi ad una visita medica e attendere l’esito degli esami. Solo allora potrà donare il sangue. Ma il Viviani lamenta anche il fatto che la tanto discussa emergenza sangue non ci sarebbe proprio. L’urgenza, a suo avviso, dovrebbe far saltare tutte le procedure di verifica e controllo, perché certamente chi ha già problemi ha anche bisogno di avere trasfusioni di sangue non controllato.

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Di nuovo, ci si aspetterebbe che uno come Viviani, che sostiene di fare “informazione” almeno leggesse – sul sito dell’AVIS – il comunicato stampa rilasciato in seguito al terremoto dove si spiega chiaramente che i donatori sono tenuti a contattare il servizio trasfusionale dell’ASL di riferimento prima di recarsi a fare la donazione: è’importante non intasare le sedi Avis o i centri trasfusionali e comunque occorre sempre accertarsi delle reali necessità.

 

Il Centro Nazionale Sangue e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS, Fratres, invitano i donatori su tutto il territorio nazionale a programmare la propria donazione contattando l’associazione e/o il servizio trasfusionale di riferimento.
In seguito al terremoto che questa notte ha colpito le Regioni del Centro Italia, il Centro Nazionale Sangue (CNS), fin dalle prime ore della mattina, ha attivato il “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi emergenze” per far fronte alle eventuali necessità trasfusionali dei feriti nelle Province interessate.
Attraverso la Bacheca nazionale per le maxi-emergenze, istituita dal CNS come strumento per il coordinamento dei meccanismi di compensazione e scambio interregionale di unità di sangue in caso di eventi sanitari straordinari, è stata immediatamente resa disponibile alle Regioni Lazio, Marche e Abruzzo una scorta di sangue nazionale ma non si è verificata la necessità di movimentare tali unità di sangue.
Al fine di avere un monitoraggio costante del fabbisogno locale di sangue e intraprendere le necessarie azioni, le Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni interessate sono in collegamento diretto con il CNS e con le Associazioni locali dei donatori volontari di sangue.
Nei territori interessati, in particolare il Lazio, Regione maggiormente colpita dal sisma, sono state attivate procedure straordinarie per l’accoglienza dei donatori.In molti in queste ore si stanno recando presso le Strutture Trasfusionali per effettuare la donazione raccogliendo gli appelli circolati sui social e ripresi dai principali media nazionali. Le numerose offerte di disponibilità da parte dei cittadini per sostenere le necessità trasfusionali sono il segno della grande generosità di tutta la popolazione.Tuttavia, il CNS e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS, Fratres, invitano i donatori su tutto il territorio nazionale a programmare la propria donazione contattando l’associazione e/o il servizio trasfusionale di riferimento,in modo da prevenire sia eccedenze sia carenze di emocomponenti.
La “chiamata del donatore” è un utile e importante strumento di programmazione e fidelizzazione che permette di regolare l’afflusso dei donatori per giornata, per settimana e per mese consentendo di soddisfare i fabbisogni ordinari di emocomponenti, anche mediante il loro razionale e appropriato utilizzo, e di costituire e mantenere le scorte strategiche destinate alla gestione dei fabbisogni trasfusionali straordinari in caso di emergenze.
Vincenzo Saturni, presidente di AVIS NAZIONALE, spiega inoltre che “ormai da tempo in Italia abbiamo un’organizzazione capillare sul territorio – grazie alle alla collaborazione con le istituzioni trasfusionali – che permette di far fronte a situazioni come quella di oggi. E’importante non intasare le sedi Avis o i centri trasfusionali e comunque occorre sempre accertarsi delle reali necessità. C’è il rischio infatti che all’emotività dell’immediato possano invece seguire giornate di carenza di sangue. E’utile mettersi a disposizione ma in modo coordinato, proprio per non sprecare la generosità”.

Complimenti a Matteo Viviani per la generosità dimostrata dal voler fare un gesto così altruistico, ma ci permettiamo di fargli notare che se “ti passa la voglia di donare” forse diventare donatore non è una cosa che fa per te. Speriamo che Matteo e Ludmilla possano tornare a completare gli esami di rito, perché il sangue donato non serve solo nell’emergenza per aiutare i terremotati ma anche per le quotidiane necessità delle strutture sanitarie. Matteo e Ludmilla possono stare sicuri che, anche se non finirà ad Amatrice, il loro sangue non andrà sprecato e la loro donazione non avrà meno valore.

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