“Non sono un mostro”: parla il papà del neonato che ha mangiato hashish

Il padre del neonato ricoverato a Torino spiega che è stato un incidente: “La mamma e io non fumiamo hashish, siamo pronti a sottoporci a qualsiasi test”

bambino mangia hashish

Lui ha 21 anni ed è disoccupato. Lei, 23, è una studentessa. Vivono insieme in una casa popolare nei dintorni di Rivoli. Sono loro i genitori del bambino di 8 mesi ricoverato d’urgenza, nella notte tra sabato e domenica, al Regina Margherita. Vittima di un’intossicazione sospetta che, una volta fatti gli esami del sangue, si è rivelata essere di hashish. Ora il papà del neonato parla in un intervista a La Stampa:

Mi hanno già etichettato come un mostro. Su Internet sono già stato sommerso da decine di messaggi di insulti. Così io e mia moglie, dopo lo spavento, stiamo vivendo un incubo». Parla così il padre del neonato, ricoverato da due giorni al Regina Margherita, dopo che i medici hanno trovato tracce di droga nel sangue.

Cosa è successo sabato sera? «Mio figlio stava male. Non riusciva a respirare. L’abbiamo subito portato in ospedale.Lì siamo stati subito trattati malissimo. Non è vero che non abbiamo parlato dell’hashish. Sono stato io il primo a dire che poteva aver inghiottito qualcosa».

In casa fate uso di queste sostanze? «No, io mai e nemmeno la mamma. L’ho già detto anche ai medici: siamo pronti a sottoporci a qualsiasi test. È vero, venerdì nella nostra casa c’è stata una festa tra amici, ma nessuno si è acceso uno spinello».

Allora cosa ci faceva un pezzo di hashish sul vostro pavimento? «Forse è rimasto attaccato alla scarpa di qualcuno che è entrato. Mia moglie prima ha pensato alle crocchette del cane: ne abbiamo uno a casa. Io, invece, sapevo che non poteva essere quello».

Perché ne era così sicuro? «Perché ho visto che nella sua bocca c’era qualcosa di marrone. Quel bambino è tutta la mia vita. Per fortuna adesso sta bene, la mamma non si è mai allontanata dall’ospedale per stargli vicino. Io faccio la spola per portare in reparto tutto quello che serve».

Per questo i carabinieri non vi trovavano? «In questi giorni non abbiamo avuto certo il tempo di rimanere in casa, ma siamo chiaramente disponibili a chiarire tutto. Non abbiamo nulla da nascondere. Non siamo i genitori terribili descritti su Internet.A leggere certe cose, anche io penserei: che padre di merda che è quello».

Invece? «Invece si è trattato soltanto di un incidente, che per fortuna si è risolto nel migliore dei modi. Non so nemmeno io, per certo, quello che è successo. Di sicuro non siamo le persone che si drogano in casa davanti a un neonato.Però, questo, è il messaggio che sta passando».


LA STORIA DEL BAMBINO CHE MANGIA HASHISH SCAMBIANDOLO PER CIOCCOLATO
– Un bambino di 8 mesi è ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino per aver inghiottito hashish, che – secondo una prima ricostruzione – ha trovato in casa. “Il piccolo sta bene ed è fuori pericolo – rassicura il primario Antonio Urbino – Vista la tenera età, però, preferiamo tenerlo in ospedale ancora per un po’”. L’ospedale di Rivoli, dove il piccolo è stato portato prima di essere trasferito all’Infantile di Torino, ha denunciato il caso alla Procura. Successivamente dal Regina Margherita è stata trasmessa una segnalazione anche agli assistenti sociali, che ora dovranno verificare in quali condizioni vive il bimbo. Secondo gli accertamenti fin qui eseguiti, stava gattonando sul terrazzo di casa, mentre i suoi genitori chiacchieravano con amici, quando avrebbe trovato in terra un panetto di hashish. Incuriosito, il bambino ne avrebbe afferrato una piccola quantità portandosela alla bocca. L’allarme è scattato quando mamma e papà hanno notato che il figlio continuava ad addormentarsi ed è diventato cianotico. Portato al pronto soccorso di Rivoli, è stato sottoposto a test tossicologico che ha appurato la presenza della droga. Immediato il trasporto nel capoluogo piemontese specializzato per pazienti in età pediatrica.

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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