Adriano Malori: il ciclista paralizzato che ritorna a correre

Malori, vicecampione del mondo 2015 a cronometro, racconta la riabilitazione dopo l’incidente che gli ha lasciato paralizzata la parte destra del corpo

adriano malori

Devi ritenerti fortunato se salirai di nuovo in bici per andare a comprare il pane», gli dice un medico spagnolo.«Ti sbagli — risponde lui — . Tu non sai fare il tuo lavoro, perché io tornerò a correre».

Inizia così l’intervista del Corriere della sera a Adriano Malori, 28 anni, vicecampione del mondo 2015 a cronometro. Malori a gennaio è stato vittima di un brutto incidente. Di quelli che on perdonano:

il 22 gennaio Malori è in gara al Tour de San Luis in Argentina. C’è una discesa. E c’è anche una buca. «Avverto Nibali che sto per attaccare. Poi mi risveglio 15 giorni dopo in ospedale, con la parte destra del mio corpo paralizzata. Ero passato dal podio mondiale a dover suonare il campanello per andare in bagno. Uno choc. All’inizio della riabilitazione guardavo con invidia gli anziani col bastone, perché almeno potevano camminare».

E la riabilitazione non è stata facile:

«Mi ero chiuso in me stesso e di questo devo chiedere scusa a tanti amici. Ho cominciato una riabilitazione durissima. Cadevo per terra come un sacco di patate e restavo un quarto d’ora a piangere sul materassino. Poi a marzo sono risalito sui rulli per pedalare e a fine aprile ho superato le visite per correre. Piccolo problema: tra maggio e giugno durante lo sforzo mi si torce la mano destra, perdo la sensibilità, non riesco a cambiare o a frenare. Lì ho davvero pensato che avrei dovuto cercarmi un altro lavoro».

Ma non è andata così:

Nella clinica di Pamplona, il problema alla mano viene sistemato. Il 16 luglio Adriano sposa Elisa. Il 10 agosto si riprende definitivamente la patente:«E adesso posso annunciare che il 9 settembre torno a correre in Canada. Avrò l’emozione di uno stagista: una lacrimuccia mi scapperà. Il mondiale in Qatar? Mi sembra un sogno irrealizzabile. È già tanto essere qua»

Malori conclude l’intervista dicendo che non sa se tornerà mai a essere quello di prima. Ma che le sue parole vogliono essere un messaggio di speranza per tutte le persone come quelle che ha visto in ospedale durante il suo lungo percorso per tornare a correre.

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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