La vignetta di Charlie Hebdo spiegata dagli opinion leader italiani

C’è chi era Charlie e non lo è più e chi semplicemente non lo è mai stato e non capisce il senso della vignetta di Charlie Hebdo. Viaggio tra le macerie dei vip italiani

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Chissà se Daniela Santanché vorrebbe ancora pubblicare Charlie Hebdo in Italia e chissà se Gianluca Buonanno e Roberto Calderoli si farebbero vedere ancora in giro con la maglietta con la copertina di Charlie Hebdo su Maometto. Probabilmente no, almeno stando a quanto twittava poco fa la leghista Barbara Saltamartini, che definiva la vignetta “sui nostri morti” (ma non è così) ignobile e offensiva. Evidentemente a lei piace solo quella sui profeti musulmani.

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I TERREMOTATI DA CHARLIE HEBDO – Sono in molti i politici rimasti schiacciati dal peso della vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto di Amatrice. Giorgia Meloni, puntuale come i famosi treni che quando c’era lui arrivavano in orario ha scritto che la vignetta sul terremoto l’ha fatta un cretino. La Meloni si dispiace che non siano riusciti più a trovare vignettisti capaci. Succede, quando altri che non condividono il tuo stesso concetto di libertà di opinione ti ammazzano mezza redazione. Ma sono dettagli.

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Senza dubbio Maurizio Gasparri dimostra maggiore abilità nell’uso dei social. Perché prendersela con dei francesi quando possiamo chiedere la testa di Marco Travaglio e del vignettista del Fatto Quotidiano Mario Natangelo? Detto fatto.

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Altri personaggi famosi, come Nina Moric ci spiegano che loro la vignetta l’avrebbero senza dubbio saputa fare meglio, che vuoi che sia due tratti di penna e un po’ di colore, son capaci tutti.

La scelta di utilizzare cadaveri e vittime per fare una vignetta é una cosa terribile, però dovremmo comunque riflettere su quello che con fatica riesco a decifrare riguardo al senso della vignetta, In Italia gli edifici hanno la stabilità delle torri fatte con i Lego, nonostante da sempre si conosca la sismicità, dimostrata e provata dal fatto che in medie ogni 3 anni un terremoto colpisce devasta e ammazza città intere. ecco Charlie Hebdo, non era meglio fare una vignetta con le costruzioni, in Italia fatte con lo sputo e il resto del mondo con il cemento? Avreste reso comunque l’idea, l’immagine dei feriti e dei morti paragonate a piatti di pasta per quanto mi riguarda è una vera merdata.

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Strano che nessuno faccia notare che non è così che si fa la vera amatriciana. Ma andiamo oltre perché stiamo arrivando a gente le cui opinioni contano davvero. DJ Aniceto ci spiega che non si scherza su una tragedia con tanti morti; perché quando furono colpiti loro noi dimostrammo la nostra vicinanza (come? con un hashtag?) mentre loro ci ripagano così? INGRATI! Ma Dj Aniceto però riesce pure a cogliere il senso della vignetta. Incredibile, e se ci è arrivato lui..

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Non ci arriva quel gran genio di Francesco Facchinetti che confessa di essere stato Charlie, un tempo. Ma ora non vuole più esserlo e teme che quell’orribile idea gli rimanga attaccata per sempre. Tranquillo Francesco, non abbiamo mai pensato che tu lo fossi davvero, Charlie.

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Ma è il momento del pezzo forte della giornata: Guido Bertolaso annuncia con un tweet che lui non è più Charlie. Quanto involontario sarcasmo da parte dell’uomo attualmente sotto processo per omicidio colposo plurimo e lesioni in seguito al terremoto dell’Aquila.

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E Calderoli? Ah già, ha detto che la maglietta di Charlie Hebdo oggi è a lavare, e che in ogni caso preferisce le camicie verdi.

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Foto copertina credits: Le profezie di Oriana Fallaci via Facebook.com

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