Lo strano rapporto di Rocco Siffredi con il porno

Rocco Siffredi, il sesso visto come “il diavolo”, lo sguardo della moglie che lo perdona ogni volta. Un Siffredi tutto “sesso e chiesa”

rocco siffredi educazione sessuale - 4

In occasione della presentazione al Festival di Venezia del documentario sulla sua vita Rocco, diretto dai francesi Thierry Demazière e Alban Teurlai Rocco Siffredi concede un’intervista al Messaggero:

Rocco Tano da Ortona,in arte Siffredi, prova sensi di colpa per il suo lavoro, è felice che i due figli non seguiranno le sue orme e, udite!, dopo ogni scena hard chiede perdono alla moglie.

Che bisogno aveva di raccontarsi in un documentario?
«L’ho fatto per sincerità nei confronti dei miei fan: conoscono tutto del mio corpo ma non sanno nulla della mia anima. Esporla davanti alla cinepresa, raccontare la mia vita senza filtri né alterazioni è stato più difficile che apparire nudo».

Cosa svela, il film, che già non si sappia di lei?
«Moltissime cose. La mia infanzia da chierichetto: mia madre mi voleva prete. La mia ossessione precoce per il sesso, che mi ha portato ad essere diverso dai coetanei e a fare il lavoro che ho sempre sognato. Le mie fragilità. I miei demoni e i miei angeli».

Può spiegarsi meglio?
«Il diavolo è proprio il sesso: l’ho imparato dall’educazione cattolica che ha reso le mie scelte sempre difficili. Gli angeli sono i componenti della mia famiglia».

Come si fa a costruirne una,con il suo mestiere?
«Lavorare nel sesso ti toglie molto,soprattutto l’intimità, ma io sono fortunatissimo ad avere la stessa moglie da 25 anni, Rosza, e due figli meravigliosi mentre intorno a me vedo solo divorzi e famiglie sfasciate».

Fa la pornostar anche Rosza?
«Macché, ho provato a coinvolgerla per averla vicina, ma lei si è limitata a girare quattro-cinque film con me, poi ha detto basta. È una donna romantica e quando torno dal lavoro cerco il suo sguardo per capire se mi ha perdonato».

E conclude:

Non teme che le sue confessioni demoliscano il mito Siffredi?
«No. Ho detto sì a Demazière e Teurlai perché volevo essere ascoltato e non giudicato. Sono un uomo, non un supereroe».

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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