Chi vuol fare l’assessore? (di Virginia Raggi)

Il primo grande risultato della sindaca Raggi: diventare un meme. E adesso coRaggio, iniziamo i rastrellamenti che Roma ha bisogno di un nuovo assessore al giorno

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Ostacolata dai poteri forti e minacciata da forze aliene Virginia Raggi non ce la fa, la sua giunta perde pezzi e lei continua a imperterrita a nominare nuovi assessori che risultano curiosamente risultano “non compatibili” con le regole del Movimento solo dopo la nomina. È il caso di Raffaele De Dominicis, defenestrato appena due giorni dopo la nomina perché indagato, mentre l’assessora Paola Muraro (anche lei indagata) rimane saldamente al suo posto.

 

Sapevamo tutti che governare una città come Roma sarebbe stata una dura prova per i principi cardine del Movimento, Grillo e Casaleggio all’epoca avevano anche pensato di mettere la futura giunta sotto doppio controllo segreto da parte dello Staff, agitando lo spauracchio della penale da 150 mila euro per gli eventuali traditori. Ma mai avremmo pensato che la situazione, a due mesi e mezzo dall’insediamento della sindaca, sarebbe stata così disastrosa.

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Ad oggi gli unici provvedimenti degni di nota presi dalla Raggi sono quelli di revoca e di nomina degli assessori, e anche per quanto riguarda la trasparenza ce n’è stata davvero poca. Ma niente paura, perché la Rete è venuta in soccorso della sua sindaca preferita. Vi ricordate di quando, qualche tempo fa Grillo ci spiegava che gli annunci delle donne che “cercavano sesso ORA vicino a casa tua” erano annunci di vere prostitute pronte a concedersi – #ovviamentegratis – al miglior offerente? Le cose, a detta di Peppe, funzionavano più o meno così:

ti colleghi al sito YouPorn, vai a vederti un filmetto porno che ti piace, due donne insieme, in tre, con un cavallo, quello che vuoi. Dopo che hai visto questo filmato gratis, sul monitor appare automaticamente il genere di donna che hai visto. Abita vicino a te, nella tua città e se vuoi si collega con te immediatamente. Lei è in casa sua che ti guarda con una webcam e tu guardi lei. Se vuoi parlarle clicchi, fai conoscenza e ti metti d’accordo per una prestazione. In questo modo il rapporto è diretto, non c’è più il magnaccia, lo sfruttatore, e non vai più per strada. La rete toglie tutte le intermediazioni, toglie anche le donne o gli uomini dalla strada. Vuol dire che tu fai pornografia in proprio, tu direttamente, ti metti in rete e ti pagano. Se non vuoi pagare la prestazione ti fai filmare in una scena sessuale con un quadratino nero sul volto così non ti si riconosce. Ti filmano e mettono il filmato sul sito, e tu non paghi niente, è tutto gratis. Insomma sesso a chilometro zero. Poi può capitare che chi ti contatta è la tua collega che si è connessa online dall’adiacente angolo del tuo ufficio… è successo davvero.

Qualcuno mosso a compassione dai tragicomici eventi romani ha pensato di venire in aiuto alla sindaca con questo simpatico pop-up d’altri tempi.

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In fondo sembra che gli attivisti del M5S romano siano già tutti impegnati (hanno judo) e quindi la sindaca è costretta ad andare in outsourcing. Prima di arrivare alla lotteria del Campidoglio per mettere in palio per i fortunati vincitori un posto da assessore dell’onestà e della trasparenza però la Raggi ha molte altre frecce al suo arco. Ad esempio contattare su Facebook – un po’ come quegli spammer molesti – gli sconosciuti per chiedere se per caso vogliono diventare assessori.

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Speriamo che qualcuno le risponda, sarebbe davvero triste vedere la Raggi costretta ad aggirarsi per le vie di Roma a fermare i passanti, fare loro un paio di domande sull’O-N-E-S-T-À e poi farli trascinare a forza dai pizzardoni in giunta.

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