Maurizio Bavaresco: l’attore del film di Verdone che accoltella il padre nel sonno

Lo ha probabilmente sgozzato nel sonno dopo averlo colpito con più di 10 coltellate. Poi ha preso bende e cerotti dal bagno tentando un’improbabile medicazione per fermare il sangue

maurizio bavaresco

Ha ucciso il padre a coltellate e poi, dopo aver realizzato quello che era accaduto, è sceso in strada ancora sporco di sangue e ha fermato una pattuglia della polizia confessando di aver commesso l’omicidio. Tragedia familiare nel pomeriggio in via Vitelleschi, a pochi metri da piazza Risorgimento e dalla basilica di San Pietro. Protagonista Maurizio Bavaresco, un 32enne italiano che abitava con il genitore in uno dei quartieri ‘bene’ della Capitale. L’omicidio, stando al suo racconto, si sarebbe consumato circa 2 ore prima di quando è sceso in strada. Ancora da chiarire se prima ci sia stata una lite tra i due o se, al contrario, l’uomo sia stato ucciso mentre dormiva. – Sarà l’autopsia a chiarire se la vittima abbia tentato di difendersi o sia stata sorpresa nel sonno. Sulla vicenda sono in corso indagini del commissariato Borgo. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e il movente dell’omicidio. In queste ore si scava nella vita del 32enne e del padre per chiarire se recentemente o in passato ci siano stati dei dissidi tra i due o altri tipi di problemi. Verranno ascoltati parenti e amici. Al vaglio anche eventuali testimonianze di abitanti del palazzo che oggi potrebbero aver sentito urla e litigi.

Il Corriere racconta le parole di Maurizio Bavaresco quando ha fermato la pattuglia della polizia:

«All’improvviso non ho capito più niente. Ero posseduto e ho colpito mio padre non so quante volte». Maurizio Bavaresco lo racconta ai poliziotti che lui stesso ha avvicinato a un posto di blocco in via Crescenzio. «Ho accoltellato il mio papà, ho fatto una grossa stupidaggine. Non so se è morto, aiutatemi vi prego…». Poche parole, poi il silenzio. In un lampo gli agenti si sono precipitati a casa del giovane – 32 anni, istruttore di body building, ma anche attore fino almeno fino al 2008 – in via Vitelleschi 11, a due passi da San Pietro, e hanno scoperto il cadavere del padre, Dario, 66 anni, tassista vicino alla pensione. Era disteso sul letto, vestito, a pancia sotto. Il figlio lo ha probabilmente sgozzato nel sonno dopo averlo colpito con più di dieci coltellate. Poi, come rinsavito dal raptus omicida, ha preso bende e cerotti dal bagno tentando un’improbabile medicazione per fermare il sangue. Alla fine, in preda al terrore, è corso fuori dall’appartamento al quinto piano che si affaccia su Porta Angelica. Ha vagabondato per qualche centinaio di metri fino a quando si è imbattuto nella volante.

E ricostruisce la sua vita professionale, che ha avuto il suo culmine con una particina in un film di Carlo Verdone

Appassionato di vari sport, con un fisico robusto frutto di anni di fitness,nel 2002 Maurizio ha frequentato un corso di recitazione con la Filmart ed è stato poi lanciato nel mondo del cinema. Il ruolo più significativo è stato l’infermiere in «Grande, grosso e verdone» del 2007 di Carlo Verdone. Ma è stato anche protagonista di un episodio in «L’altra scuola» (2008) e nella fiction tv «Provaci ancora prof 3»

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