Livia: la 20enne di Roma e il video virale di sesso di gruppo

Livia ha una storia simile a quella di Tiziana Cantone, ma con un finale diverso: i tre che hanno diffuso il video ora rischiano quattro anni di carcere

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La storia di Livia (nome di fantasia) è molto simile a quella di Tiziana Cantone. Ma per fortuna ha avuto un esito completamente diverso. Anche lei è la protagonista di un video hard diffuso senza il suo consenso. Ecco come viene raccontata su Corriere Roma:

A lei accade ciò che sembra stia accadendo sempre più spesso — e apersone spesso giovanissime— e cioè che il suocompagno diffonda in Rete le immagini di una serata di sesso; aveva promesso di non farle girare, e così pure avevano giurato gli altri due amici che hanno partecipato alla serata; invece, quelle immagini hanno raggiunto tutti gli amici di Livia, i conoscenti del quartiere, i colleghi di lavoro.

Doveva essere un segreto tra amici, invece il video in poco tempo diventa virale: il viso non è oscurato, Livia èriconoscibile. Siamo a febbraio, Livia trascorre un po’ di tempo senza sapere cosa fare. Poi trova coraggio e forse ascolta i consigli giusti: va in procura. Racconta, denuncia. Nei giorni scorsi il pubblico ministero Nicola Maiorano ha concluso l’indagine neiconfronti dei suoi amici contestando loro «l’interferenza illecita nella vita privata» di Livia. Rischiano fino a 4 anni dicarcere.

E se Livia ha 20 anni anche chi ha diffuso il video non è molto più grande. I i tre, hanno appena 22, 23 e 24 anni, e rischiano fino a 4 anni di carcere:

LIVIA E LA STORIA DEL VIDEO HARD – I particolari della storia di Livia li ha raccontati qualche giorno fa Ilaria Sacchettoni sul Corriere:

Livia ha un debole per un piccolo imprenditore, il ragazzo viene da una famiglia che si occupa di distributrici automatiche ed anche il datore di lavoro. I due sono attratti l’uno dall’altra. Una sera si trovano, lei adulta, padrona del proprio corpo, si sente desiderata, a proprio agio. Lui le propone di allargare il rapporto ad altri due amici. Lei accetta. Alla fine sono in quattro, si conoscono, fanno lo stesso lavoro, vengono dallo stesso quartiere. Vent’anni lei, vent’anni loro. Livia si lascia riprendere: sesso fra persone consenzienti nulla di morboso.

Passa un po’ di tempo e i ragazzi infrangono il patto, le immagini di quella serata iniziano a viaggiare su Facebook e Whatsapp, lei riconoscibile, piovono commenti. Non più la sfida senza conseguenze, la bravata condivisa con gli amici. Ora la sua reputazione fatta a pezzi, lei viene giudicata per quelle immagini, oltre le quali come non esistesse. Livia un corpo. Per un po’ ne travolta, poi si lascia convincere. Prende il suo smartphone e va in procura a denunciare ogni cosa.

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