Belen: “Ho perso un bambino quando il mio video hard fu messo online”

Belen Rodriguez parla di Tiziana Cantone e svela di aver avuto un aborto spontaneo dopo che fu rubato e messo on line un suo video privato

belen aborto spontaneo video hard

 

 

Belen Rodriguez durante la conferenza stampa per Striscia la notizia parla di Tiziana Cantone e spiega che anche lei ha sofferto al punto da avere un aborto spontaneo dopo che fu rubato e messo on line un suo video privato. Come tutti sanno qualche anno fa un video hot della Rodriguez, girato quando aveva circa diciotto anni assieme al fidanzato dell’epoca, l’argentino Tobias Bianco. Un video porno, perché ci sono persone che fanno sesso, ma soprattutto un video che doveva rimanere privato e che invece finì su Internet.

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BELEN: HO PERSO UN BAMBINO DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL VIDEO – Naturalmente la vicenda di Tiziana Cantone non ha lasciato indifferente la Rodriguez, anche lei vittima di una violazione della privacy. Belen aveva parlato della vicenda del suo video già ad Anno Uno su La 7 maggio del 2015. All’epoca aveva raccontato degli insulti subiti e la paura di uscire di casa, Belen ha sempre definito la pubblicazione del video “una violenza orrenda”.

Sono stata insultata da chiunque, ormai mi sono fatta le ossa. Avevo 18 anni. Per due mesi non volevo uscire di casa, è stata una violenza orrenda. Il video ancora oggi c’è, io non l’ho mai visto. Potrei morire. Ho speso un sacco di soldi, ma sono impotente. Ho denunciato chiunque, ma ho perso tutte le cause. Dopo quel video io non mi sono fotografata nemmeno una tetta

Il video hard è stato infatti oggetto di una vicenda giudiziaria; nel 2010 Blanco infatti tentò di vendere il filmino per una cifra attorno al mezzo milione di euro e venne smascherato – ironia della sorte – da Fabrizio Corona che si finse interessato ad acquistare il video. A quanto pare Blanco ricattò Belen minacciando di rendere pubblico il video. Non sapevamo però che proprio a causa dello stress di quel periodo Belen, che all’epoca era fidanzata con Corona e a quanto pare era incinta, perse un bambino: “Quando ho sentito la notizia del suicidio di quella ragazza mi sono messa a piangere perché una cosa del genere è successa anche a me e so che violenza sia, per due mesi non uscivo di casa per la vergogna e persi un bambino“.

Lo ha detto Belen Rodriguez rispondendo ad una domanda sulla vicenda della donna suicida per un video hard, durante la presentazione di Striscia la Notizia, che condurrà, per una settimana, insieme a Michelle Hunziker. La Rodriguez ha ricordato anche la frustrazione provata quando tentò – invano – di bloccare la diffusione di quel video:

Su di me girò un video che forse sono l’unica a non avere mai visto, ero molto giovane feci di tutto per bloccarlo ma non ci fu verso e quando mi trovai davanti a un giudice, donna, lei mi disse ‘chi mi dice che non lo abbia messo in giro proprio lei per farsi pubblicità?

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LA STORIA DEL VIDEO DI BELEN – Ma come è che quel video, che doveva rimanere privato è stato visto da milioni di persone? Ci ha messo lo zampino Selvaggia Lucarelli che nel 2011 ha provveduto a rendere noto a tutti il link dal quale poter scaricare il filmato. La vicenda l’ha raccontata la stessa Lucarelli su un post sul suo ex-Blog pubblicato anche da Libero dal titolo acchiappa click “Il video hot di Belen Rodriguez: ecco come è andata”:

Ieri mattina apro distrattamente la posta elettronica e penso che sarà un giorno come un altro. I soliti inviti a mostre di pittori emergenti bulgari, le solite newsletter sull’uscita dell’ultima imperdibile fatica letteraria di Lory Del Santo, le solite irrinunciabili notifiche Giorgio-ha-accettato- la-tua-richiesta-di amicizia-su-facebook. E invece succede che trovo la mail stringata di un tizio: “Ciao Selvaggia, ti ricordi della questione di quell’argentino che tentava di vendere il filmato girato di nascosto con Belen? Ebbene, esiste davvero quel video e questo è il link:…”. Ci sono momenti nella vita in cui tutti desidereremmo essere persone migliori. In cui vorremmo che pruderie e nobiltà d’animo vincessero il braccio di ferro con voyeurismo e curiosità morbosa. Momenti in cui ci piacerebbe governare gli istinti più bassi e cliccare delete su una mail. Ecco, ieri io ho perso la mia occasione per sentirmi migliore e ho cliccato su quel link.

Diciamocelo, tutti i giornalisti che in questi giorni hanno scritto del caso di Tiziana Cantone o delle foto di Diletta Leotta, hanno ricevuto la segnalazione dell’esistenza delle foto o del video, magari lo hanno pure visto.

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Incredibile, dopo tutti questi anni ancora lo stesso genere di prosa giornalistica

Poi però, al momento di farci un pezzo hanno optato per non descrivere nei minimi particolari quello che succedeva nel video o nelle foto. All’epoca molti giornali ed esperti di gossip che diedero conto della notizia del video di Belen preferirono non indugiare sui particolari. Diversa fu la scelta di Selvaggia:

C’era un video, in bianco e nero, girato in una camera da letto. Sdraiati sulle lenzuola, completamente nudi, c’erano Belen Rodriguez (o la sua sosia sputata, con la sua voce sputata) e il suo ex fidanzato argentino Tobias Blanco (o il suo sosia).

più avanti la Lucarelli, ci parlava del contenuto di quei “22 minuti di effusioni spinte tra Belen e il galantuomo”:

Dicevamo del video. C’era del sesso con tutto il campionario di sospiri, posizioni, ammiccamenti alla telecamera (fissa, su un comò o qualcosa di simile), qualche esclamazione forte, una musica agghiacciante in sottofondo. Fidatevi, una di quelle colonne sonore con cui a me sarebbe passata la voglia di farlo anche con Brad Pitt. Sembrerebbe un video di non molti anni fa, perchè Belen è già Belen. Bella in maniera vergognosa, ma donna, non certo adolescente. Più di questo, è impossibile raccontare, anche perchè, come potrete immaginare, sono cortometraggi in cui di trama ce n’è ben poca.

e ci spiegava il successo personale ottenuto per aver pubblicato il link al video sul suo profilo Facebook

Tanto per darvi l’idea del caos che s’è creato in rete, dopo la rimozione qualcuno ha scritto su un sito che quel video era sul mio profilo facebook (falso, c’era solo il link al sito) ed è finita che nel giro di poche ore ho ricevuto 4000 richieste di amicizia. Amicizia pura e disinteressata, ovviamente.

Ma cosa ha scritto oggi la Lucarelli del 2016 parlando di quello che è successo alla Leotta? Prima la Lucarelli se la prende con le “pagine fb” che hanno condiviso tranquillamente il link della Leotta nuda:

1) molte pagine fb con centinaia di migliaia di iscritti hanno condiviso tranquillamente foto e link della Leotta nuda come a dire “la vicenda Cantone non ci ha insegnato un emerito cazzo”. In fondo gli amministratori di queste pagine sono ignoti e in più, mentre postare foto rubate è reato, postare link che portano alle foto non è reato (una legge geniale), per cui non hanno nulla da perdere.

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Poi con i siti d’informazione minore che fanno titoli acchiappa like senza postare il link alle foto (titoli come “Il video hot di Belen Rodriguez: ecco come è andata“)

2) Qualche sito d’informazione minore ha dato notizia della vicenda con titoli acchiappa-like senza postare il link alle foto, ma assicurando che era molto facile reperirle sul web, come a dire: “Oh, io t’ho detto dove trovà la droga, ma non te la vendo”.

Poi ci sono stati i giornali che hanno parlato della notizia usando le parole chiave utilizzate per scalare Google, stesse parole che utilizza anche lei nel suo articolo.

3) Altri siti hanno partorito l’idea migliore, ovvero titolo e articolo che trasudavano indignazione (“Ecco, ci risiamo!”. “Attacco indegno!”. “È barbarie!” con accanto e in bella vista le parole chiave di ricerca “Leotta ” “Nuda” “hackerate” “foto” “hot”e così via, che in pratica vuol dire “Uso la vicenda per fare clic però sono molto indignato eh!” Diletta e Tiziana: i telefoni

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Dal pezzo di Selvaggia Lucarelli sul Fatto

Ma mentre per il video di Belen la pubblicazione era ineluttabile a causa dell’intelligenza collettiva priva di sentimenti della Rete (“morale della favola: l’unico posto in cui poteva finire quel video era l’incontrollabile calderone della rete, piazzato lì da qualche impavido scellerato. E così è stato.”) per quanto riguarda la Leotta le cose avrebbero dovuto e potuto andare diversamente. All’epoca dopo aver deprecato la violazione della privacy (e aver detto che le avrebbe fatto bene alla carriera) la Lucarelli consolava Belen:

A mo’ di consolazione, quello che posso dire a Belen che forse lei non sa perchè argentina, è che in Italia ci si dimentica di tutto e molto in fretta. Qui cadono in prescrizione i reati di mafia, figuriamoci se tra qualche mese staremo a ricordarci di un po’ di sano sesso in camera da letto.

Oggi invece la Lucarelli fa la morale ai politici (si sa, sono ka$ta ma non casti) che hanno approvato la legge sul Cyberbullismo e ai giornalisti che in redazione si scambiavano le foto di Diletta.

Se io, noi, dal caso Tiziana avessimo imparato qualcosa, non le avremmo inviate, non le avremmo guardate e il caso Leotta non sarebbe neppure esistito, ma la verità è che non siamo diventati migliori. Solo un po’ più furbi e un po’più ipocriti. E scommetto che molti dei politici che ieri hanno votato la legge sul cyber bullismo, zitti zitti, una sbirciatina alle foto di Diletta l’hanno data pure loro.

Et tu, Selvaggia?

Il video di Belen che parla di Tiziana Cantone e del video hard

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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