Il Chemsex come sport estremo

Non c’è alcun dubbio che molte droghe aumentino il desiderio sessuale. Non ce ne sono nemmeno riguardo al fatto che il Chemsex sia una delle principali cause di contagio di malattie sessualmente trasmissibili. L’idea migliore sarebbe evitare di esporsi a certi rischi, ma qualcuno sostiene che se siete adeguatamente preparati allora potete cavarvela egregiamente. Il problema è che è una preparazione del tipo “sbagliando si impara”

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Oggi è il 22 settembre, e se non avete dimenticato la polemica di qualche settimana fa ricorderete che si celebra il primo Fertility Day (qualsiasi cosa voglia dire). Tra i vari aspetti del contestato documento pubblicato dal Ministero della Salute c’è quello riguardante l’educazione alla sessualità per evitare che gli adolescenti e i giovani in età fertile adottino stili di vita e comportamenti in grado di minare le loro capacità riproduttive.

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Attenzione a frequentare drogati e ragazzi di colore se volete avere figli!1

CHEMSEX E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI, ACCOPPIATA VINCENTE- Certo forse frequentare ragazzi o ragazze con i rasta oppure farvi una canna ogni tanto non metterà a rischio la vostra salute e la possibilità di avere figli ma non c’è dubbio che invece indulgere in modo eccessivo nel consumo di droga utilizzandola per avere rapporti sessuali possa creare qualche problema. Non che vi renda sterili, beninteso, ma come insegnano da anni nelle scuole sesso non protetto e droghe non sono un’accoppiata vincente. Il problema del Chemsex sta infatti nell’alto rischio di rapporti non protetti e quindi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (quelle si pericolose per la vostra salute e fertilità). Ci sono già diversi studi che dimostrano come tra chi pratica il cosiddetto Chemsex l’incidenza di malattie come Epatite C, HIV o herpes sia maggiore di chi pratica sesso occasionale in modo protetto e senza ricorrere a stimolanti artificiali (si va dalla cocaina al MDMA passando per il GHB, la cosiddetta droga dello stupro). Per questo già nei mesi scorsi sono stati diffuse all’estero (non in Italia però) diverse campagne mirate proprio a limitare i rischi e i danni di questo genere di comportamento. Zoe Cormier (l’autrice di Sex Drugs and Rock n’ Roll: The Science of Hedonism and the Hedonism of Science) scrive oggi su The Daily Beast che uno dei problemi principali delle orge a base di droghe non è tanto l’utilizzo delle droghe in sé quanto il fatto che spesso e volentieri le persone non siano adeguatamente preparate e consapevoli dei rischi. Insomma, per la Cormier il Chemsex non è una cosa brutta in sé e per sé ma, quasi fosse uno sport estremo – lo dovrebbero fare solo persone adeguatamente preparate. La preparazione coinvolge sì una buona dose di consapevolezza dei rischi (e quindi meglio tenere a portata le precauzioni necessarie) ma anche un certo tipo di “competenza” nell’uso delle droghe. Competenza che a quanto pare si impara “sul campo” visto che la maggior parte delle sostanze stupefacenti utilizzate per questo genere di attività non è legale. Il che non ha molto senso, perché mentre si impara sul campo ci si espone anche a molti rischi inutili.

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