Selvaggia Lucarelli contro Sesso Droga e Pastorizia

Selvaggia Lucarelli si crede il cavaliere senza macchia e senza paura dell’Internet e quindi ha deciso, fuori tempo massimo, di sfidare “il mostro dell’Internet”. Ma SDP e Selvaggiona hanno in comune molte cose, a partire dalla voglia di diffondere video porno privati fino alla passione per le tette (altrui)

selvaggia lucarelli vs sesso droga e pastorizia

Ci sono scontri che l’Internet attende per anni e poi finalmente accadono. Non si tratta di semplici flame di vere e proprie guerre tra fazioni dell’Interwebs combattute senza esclusioni di colpi come da tradizione. Avete presente quei filmoni tipo Il trionfo di King Kong o Sharknado dove il pubblico non sa chi siano i buoni o i cattivi oppure semplicemente spera che alla fine muoiano tutti. Un esempio recente è la guerriglia tra Welcome to Favelas e Mario Adinolfi, ma oggi stiamo assistendo a qualcosa di meglio: Selvaggia Lucarelli contro gli utenti di Sesso Droga e Pastorizia.

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L’ASILO NIDO DELL’INTERNET – Da una parte abbiamo una blogger che ha costruito la sua carriera grazie alla (presunta) capacità di capire qualcosa di Internet e soprattutto grazie ad alcuni commenti acidi nei confronti di altre donne e lo scoop sul video porno di Belen Rodriguez. Dall’altra una pagina che è emanazione di un gruppo “segreto” che si chiama Pastorizia Never Dies, noto alle cronache per aver contribuito a diffondere parecchi cancri dell’Internet come ad esempio le varie versioni della Bibbia, l’archivio al cui interno sono custodite le foto hot di diverse ragazze minorenni. La Lucarelli da parecchio tempo sta coltivando la speranza di diventare il mostro finale di Internet per tutti coloro che sfruttano o insultano le donne.

Sesso Droga e Pastorizia invece ha l’ambizione di essere considerato un luogo dove i perfidi cattivi della Rete, gli eletti che non subiscono la dittatura del politically correct, ridono delle disgrazie altrui e professano uno “spietato” machismo. Era inevitabile che questi due poli solo apparentemente opposti venissero in contatto tra loro, del resto per l’utente medio di Pastorizia la Lucarelli è semplicemente una donna che non mostra le tette (e in quanto tale meritevole, a loro avviso, di essere insultata), mentre per Selvaggia la pagina e il gruppo segreto sono la fogna dell’Internet, e rappresentano tutto quello contro cui lei lotta ogni giorno.

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Dopo giorni passati a scatenare le orde dei suoi follower contro questo o quell’utente di Facebook “colpevole” di commenti sessisti la Lucarelli si deve essere sentita sufficientemente sicura di sé da poter colpire il bersaglio grosso. Il problema è che tutto sono gli amministratori di Pastorizia Never Dies fuorché sprovveduti come gli utenti con cui la Lucarelli, dall’alto della sua celebrità, se la prende solitamente. E ovviamente hanno risposto “per le rime” ricoprendo di insulti Selvaggia e segnalando a loro volta il profilo della showgirl/opinion leader. Qualcuno è ricorso a metodi più old school come la modifica selvaggia della pagina su Wikipedia della collaboratrice del Fatto Quotidiano (ma lì il gioco è durato poco perché gli amministratori hanno subito bloccato la pagina).

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L’urlo di Mike Molisano scuote l’occidente

Ma dal momento che quelli di Sesso Droga e Pastorizia sono gente studiata rispondono accusando la Lucarelli di lucrare sulle disgrazie altrui per “fare click al blog”. Di fatto però il blog della Lucarelli non esiste più da almeno cinque anni e non guadagna di certo grazie ai banner del sito (di sicuro non più di quanto gli admin di SDP guadagnino con magliette e feste a tema).  Ma è vero, la Lucarelli ha avviato una guerra per il solo gusto di farsi insultare e tornare a fare la vittima. Cosa succede quando una pagina non fa più ridere? Deve trovarsi un nemico da combattere. Niente di nuovo in ogni caso, alle minacce e agli insulti la Lucarelli ha risposto invocando lo spauracchio dei troll: la polizia postale. C’era un tempo in cui ogni utente rispettabile dell’Internet aveva almeno un amico (o un cugggino) alla Postale.

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La Lucarelli, anche grazie al processo che la vede imputata per concorso in intercettazione abusiva, accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy di amici alla Postale se ne deve essere fatti parecchi. Non risulta sia ancora sceso in campo l’hacker degli hacker ovvero Gianluca Neri, ma magari prima o poi si farà vivo contro gli anonimi protetti da identità fake.

Selvaggia Lucarelli contro Sesso Droga e Pastorizia visto da Nina Moric

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Una che si sta divertendo a vedere i bambini dell’asilo che si lanciano la cacca addosso è la social media manager di Nina Moric, che ha già soprannominato l’epica disfida “derby d’Italia”. Di fatto gli utenti della pagina di “black humor” (in realtà black humor molto banale) stanno semplicemente regalando a Selvaggia Lucarelli tanto di quel materiale sulla violenza dell’Internet da consentirle di andare da Bruno Vespa a raccontare dove “il branco” l’ha toccata e magari scriverci pure un libro. Ma il fatto è che Selvaggia non è tanto diversa dagli utenti di Sesso Droga e Pastorizia. Come loro ha diffuso video hard

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bullizzato altre persone (addirittura il figlio appena nato della sua arcinemica Belen Rodriguez). E parlato negativamente altre donne, ad esempio Samantha Cristoforetti (ma quella volta la guerra dei gattini ebbe molto successo e impedì alla Lucarelli di fare la vittima).

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oppure sfruttato le disgrazie altrui, ad esempio quando, per fare un po’ di audience aveva tenuto al telefono per dieci minuti una stravolta Sara Tommasi, salvo poi compatirla e prendersela con quel cattivone di Diprè con l’unico risultato che dopo quell’intervista molti utenti sono corsi ad insultare la Tommasi. Davvero difficile scegliere da che parte stare, con quelli che si credono troll o con quella che crede di aver titolo per insegnare agli altri che certe cose sull’Internet non bisogna farle? A volte è molto meglio mettersi comodi e godersi lo spettacolo, tanto tra qualche ora finirà tutto. E voi da che parte state #teamSelvaggia o #teamPastorizia?

 

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