Selvaggia Lucarelli e il nuovo “caso Cantone”

Selvaggia Lucarelli, indignata dal nuovo video porno rubato ad una ragazza del napoletano se la prende con l’autore di un post sessista ma nello screenshot si dimentica di oscurare gli hashtag che rendono il video (e la vittima) identificabili

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Qualche giorno fa la sempre informatissima in questi casi Selvaggia Lucarelli ci informava dell’esistenza di un nuovo “caso Cantone”, sempre nel napoletano un’altra ragazza, protagonista a quanto pare di un video hot privato, è finita suo malgrado al centro del solito giro di messaggi WhatsApp e Facebook. La Lucarelli, da sempre giudice e giuria dei Social, ha individuato anche il solito colpevole di turno da mettere alla berlina. Si è trattato di un ragazzo di Pozzuoli che sostiene di aver visto il video e di conoscere – di nome – la protagonista.

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Selvaggia Lucarelli, Internet White Knight

Il meccanismo è sempre il solito, una ragazza viene filmata durante un rapporto intimo con un ragazzo. Un video che, come abbiamo spesso ripetuto, doveva rimanere privato e che anche se ora è di dominio pubblico non consente a nessuno di dire che quella ragazza è una “zoccola” o una “poco di buono”. La Lucarelli nell’ordine ha fatto tre cose: scritto una serie di post indignati su Facebook, segnalato il caso alla Polizia Postale affinché il video venisse almeno rimosso dai numerosi siti porno dove era già stato caricato e scagliato contro il ragazzo autore dell’improvvido commento sessista la sua invincibile armata. Peccato che, come sappiamo, la Lucarelli avrebbe titolo solo per fare una cosa (ovvero sporgere denuncia alla PolPost) perché per il resto sarebbe meglio non facesse troppo la moralista.

In primo luogo perché quando ha avuto l’occasione ha diffuso lei stessa il link dove scaricare un altro e ben più famoso video porno privato, sostenendo che avrebbe giovato alla carriera della protagonista. In secondo luogo perché è attualmente sotto processo per aver tentato di vendere delle foto private (non porno, ma pur sempre private) di alcuni vip che erano state rubate da misteriosi hacker dediti all’organizzazione di Feste della Rete. Per non parlare di quando, unicamente per fare un po’ di audience aveva tenuto al telefono per dieci minuti una stravolta Sara Tommasi, salvo poi compatirla e prendersela con quel cattivone di Diprè con l’unico risultato che dopo quell’intervista molti utenti sono corsi ad insultare la Tommasi. Ma va bene così, Selvaggia nei confronti di certe donne è più sessista di molti degli uomini che si diletta a svergognare via Facebook.

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La Lucarelli non ha oscurato gli hashtag, lo facciamo noi

Sorvoliamo pure sul fatto che la Lucarelli, pubblicando lo screen del post incriminato fornisca (involontariamente?) tutti gli indizi per individuare il video, incredibilmente la stessa cosa che la stessa Lucarelli accusava altri giornali di fare per speculare sulla vicenda delle foto di Diletta Leotta. Una giornalista responsabile, consapevole del fatto che nel caso di Tiziana Cantone un ruolo rilevante lo hanno avuto i meme creati a partire da alcune frasi dette dalla donna nel video avrebbe oscurato gli hashtag che non solo aiutano ad indicare la giovane e il video incriminato ma anche contribuiscono anche a diffondere il contenuto virale.

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non fate i furbi!

Il Sindaco di Pozzuoli attiva i servizi sociali

Certo, l’autore del post incriminato tale Davide Chello, pur parlando di gogna mediatica nei suoi confronti e accusando la Lucarelli non sembra pentito di quanto scritto, anzi. In un’intervista concessa al sito Cronaca Flegrea ribadisce di non essere pentito e di non avere nessuna colpa, in fondo lui il video non l’ha condiviso né ce l’ha, ma ha solo espresso un giudizio sull’episodio. Giudizio che però è sessista e discriminatorio che parte dal presupposto che anche sua sorella, se fosse stata protagonista di un video del genere, dovrebbe subirne le conseguenze “perché ognuno quando fa qualcosa sa a che va incontro“.

Principio che a quanto pare non si applica a lui. Perché diciamolo, la Lucarelli non è uno stinco di santo ed anzi è una persona che in queste situazioni ci rimesta volentieri, ma così lui non si aspettava di finire al centro della battaglia di Selvaggia anche la ragazza che è protagonista del video non si immaginava di essere vista da migliaia di persone. Eppure secondo la sua stessa logica anche Davide doveva saperlo a cosa andava incontro, visto che aveva lasciato la bacheca con la privacy impostata su pubblico.

La vera vittima invece la privacy del video non aveva dovuto nemmeno impostarla, perché non l’aveva pubblicato da nessuna parte né aveva dato autorizzazione a pubblicarlo. A quanto risulta attualmente la protagonista del video hard non va a scuola da tre giorni ma al tempo stesso non risulta che la sua famiglia abbia al momento presentato denuncia. Nel frattempo il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, che nei giorni scorsi aveva espresso il suo rammarico per l’ennesimo episodio di Cyberbullismo e Slut Shaming ha attivato i servizi sociali per difendere la ragazza dalla violenta reazione di derisione nei suoi confronti.

 

Un commento per “Selvaggia Lucarelli e il nuovo “caso Cantone””

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