Il ragazzo di Vicenza finito nella rete della sexy scammer

Ci sono cose che non cambieranno mai: le mail del principe nigeriano, la promessa di costruire il ponte sullo Stretto di Messina e i ricatti sexy dalle “amiche” conosciute via Facebook

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L’Internet è così, un eterno giorno della Marmotta (o un eterno primo giorno di scuola). Per quanto uno si sforzi di ripetere che certe cose è bene non farle c’è sempre qualcuno che ci casca. Perché chi può rinunciare alle suadenti avance di una sconosciuta di origine straniera che si offre di spogliarsi per te in cam dicendoti che sei l’amore della tua vita cinque minuti dopo che hai accettato la sua richiesta di amicizia?

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CIAO HAI KAM?? – In fondo se è successo all’esperto di Internet Salvo Mandarà – che era stato “colto di sorpresa” mentre la moglie era in vacanza appena uscito dalla doccia – è qualcosa che può davvero succedere a chiunque. Insomma, se volete utilizzare questo articolo per spiegare ai vostri genitori o alla vostra fidanzata che voi siete vittime innocenti potete pure provarci, la verità è che generalmente queste cose succedono non perché le tecniche adottate siano subdole ma perché c’è un forte desiderio di vedere una tipa nuda che si spoglia “per voi”. Sarebbe un po’ come credere che il principe nigeriano che continua a scrivervi perché non riesce a ottenere la sua eredità miliardaria è veramente un principe nigeriano e non un famosissimo tentativo di scam informatico. Però a quanto pare se di principi al momento siamo a corto di ragazze che si spogliano in cam per poi ricattarvi ce ne sono ancora molte in circolazione. È successo di recente ad uno studente 17enne residente a Vicenza che è stato convinto non senza troppe difficoltà da una ragazza appena conosciuta su Facebook a spogliarsi mentre lei si spogliava. Il finale è abbastanza scontato: la simpatica e nuova amica inizia subito a ricattarvi dicendo che ha registrato la vostra performance e chiedendo di pagare immediatamente pena lo sputtanamento in mondovisione su Facebook. In America chiamano questo tipo di estorsione: Sextortion, ed è un nome favoloso che fa pensare a pratiche sadomaso a base di corde e lacci. Ma il nostro giovane vicentino non si è perso d’animo e ha affrontato la vergogna e denunciato il tutto alla Polizia Postale. La giovane ricattatrice, da grande affarista, aveva chiesto inizialmente un versamento da mille euro salvo poi accontentarsi di scendere a duecento euro. Il consiglio spassionato è quello di non accettare mai tette dalle sconosciute, soprattutto se vi chiedono di spogliarvi, ma in caso lo vogliate fare almeno cercate divertirvi prendendo in giro la malcapitata truffatrice.

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