Gianluca Vacchi contro le magliette “Odio Vacchi”

L’imprenditore amico dei VIP se la prende con un noto provocatore dei social che ha lanciato una linea di magliette dal titolo “Odio Vacchi”. Ma il titolare dell’azienda si difende dicendo: la mia è solo satira. E – aggiungiamo – quella di Vacchi è pubblicità gratuita.

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Non si giudica un uomo da come si veste, lo ha scritto su Facebook anche il dandy Gianluca Vacchi presentando uno dei suoi ultimi video nel quale sfoggiava un’estrema eleganza nel camminare sui tacchi: “spesso si reputa seria una persona che indossa abilmente una cravatta, ma il giudizio puo’ essere superficiale. Prima di giudicare una persona bisogna conoscerla…“. Ma a quanto pare a Vacchi non va giù se qualcuno crea una linea di abbigliamento che lo sfotte.

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Stefano Cigana con Fabrizio Corona

GIANLUCA VACCHI NON CAPISCE I SOCIAL NETWORK – Almeno questa è la storia raccontata da Stefano Cigana, esperto di marketing web, imprenditore e fondatore della Pakkiano (un nome che è tutto un programma) un’azienda di abbigliamento che ha da poco lanciato una linea di magliette e felpe con scritto ODIO VACCHI. Stando a quanto dice Cigana Gianluca Vacchi non avrebbe molto gradito l’idea e avrebbe fatto contattare Cigana dal suo manager per avvertirlo di una possibile querela in arrivo:

Sono stato contattato da questo signore qualche giorno fa il quale mi ha annunciato una querela, ma non capisco cosa ci sia di male in quel che ho fatto. Mi spiego meglio. È inutile che mi si accusi di calunnia e diffamazione, che in realtà corrispondono ad altro. Se ti ritieni un personaggio pubblico devi essere pronto anche ad accettare tutte le critiche del caso, come è più volte successo anche a me

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Da parte di Vacchi invece non risultano prese di posizione pubbliche sulla questione forse per non fare troppa pubblicità a Pakkiano. Ed in fondo in pochi avevano sentito parlare dell’iniziativa di Cigana (che è caratterizzata dallo stesso buon gusto delle magliette-cancro “de puta madre” di qualche anno fa) fino a che i giornali locali prima e alcuni quotidiani nazionali poi non hanno parlato della minaccia di querela ricevuta dall’imprenditore trevigiano che non è molto meno “social” di Vacchi avendo praticamente postato su Facebook ogni istante delle sue nozze, dal fatidico sì a Motta di Livenza ai festeggiamenti che ne sono seguiti.

Non sarebbe la prima volta che Cigana e la Pakkiano finiscono agli onori delle cronache, qualche tempo fa l’azienda aveva pubblicizzato le magliette con il volto sorridente di Felice Maniero, il leader storico della Mala del Brenta, e la scritta “fasso rapine” (in veneto: faccio rapine). Anche quella volta le cose non erano andate bene, Maniero aveva annunciato di voler querelare Cigani (per tacere delle proteste di alcune vittime di Maniero) e l’azienda aveva annunciato di voler ritirare i prodotti dal mercato (ma nel frattempo aveva acquistato parecchia notorietà). L’anno scorso Cigana era stato coinvolto in una vicenda legata al traffico di cocaina, finendo in galera, ma a fine 2015 il castello accusatorio a suo carico (un testimone lo accusava di essere un corriere della droga) si era sgonfiato e Cigana era tornato in libertà.

La linea “Odio Vacchi”

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Di sicuro Cigana, da esperto analista delle tendenze avrà fatto tesoro della lezione imparata con le magliette di Maniero e ha studiato a tavolino l’operazione “Odio Vacchi” in modo da provocare la reazione del personaggio. Il quale si è dimostrato davvero poco accorto per essere “il re dei social” come ama essere chiamato. Se non avesse fatto nulla contro il diritto di Cigana e della Pakkiano di fare satira nessuno si sarebbe accorto delle magliette Odio Vacchi.

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