Tiziana Cantone: i video sui siti per scambisti

Come sono stati diffusi i video di Tiziana Cantone? Le indagini puntano all’ambiente degli scambisti. E all’analisi dei computer dell’ex fidanzato

sergio di palo Tiziana Cantone bravoh SUICIDIO

I video di Tiziana Cantone, come racconta Vincenzo Iurillo sul Fatto, sarebbero stati caricati su siti web per scambisti:

siti internet dedicati a una fantasia a luci rosse: farsi riprendere mentre si fa sesso, e condividere il filmato con altre persone che praticano la stessa fantasia, per poi scambiarsi i partner e realizzare ulteriori filmati. Un circuito blindato. Ci entri solo se presentato. Devi seguire regole stringenti di riservatezza, pena l’espulsione. Regola numero uno: i video possono circolare solo all’interno di quel gruppo.

Poi puoi essere “scelto” da altre persone che coltivano la stessa fantasia, che ti mandano una loro foto o video. Se l’attrazione è reciproca, ci si incontra. Si gira un altro video. Così il circuito si autoalimenta di filmati freschi, e cresce la voglia di nuovi incontri.

Tiziana Cantone e il suo ex fidanzato, il 42enne Sergio Di Palo, avrebbero prima parlato e poi messo in pratica questa fantasia:

Ora ci sono le inchieste di due procure, Napoli e Napoli Nord. La prima indaga su un’ipotesi di concorso in calunnia con Tiziana: forse fu istigata daqualcuno a denunciare delle persone sapendole estranee. La seconda per istigazione al suicidio. Sottili crinali sui quali i magistrati lavorano per un’operazione di verità. I pmd ovranno chiarire un punto fondamentale: Tiziana, come sostiene la madre, fu plagiata e costretta dal fidanzato a partecipare a questo circuito discambismo-voyeurismo? Oppure era consenziente e consapevole? Eppoi: quei video finirono fuori dal circuito? O furono messi in rete per vendetta da un uomo che Tiziana rifiutò di incontrare?

È anche per capire cosa è successo che gli inquirenti hanno sequestrato i computer di Sergio De Palo. Mentre il telefono della Cantone, un iphone, è ancora protetto dal codice:

Di Palo ha fatto sapere di essere disponibile a essere sentito. La procura di Napoli Nord lo ascolterà, forse, soltanto dopo le analisi informatiche. Mentre il pm di Napoli, Milita, sta convocando come testimoni assistiti i quattro giovani che Tiziana querelò per diffamazione (per loro c’è già la richiesta di archiviazione). La donna lì indicò come responsabili della diffusione dei filmati. E a loro li aveva sicuramente inviati via WhatsApp. Ma non furono loro a immetterli in Rete. Forse Tiziana fu indotta a mentire per tenere fuori dall ’inchiesta il vero responsabile.

Leggi anche: Cosa c’è da imparare dalla storia di Tiziana Cantone

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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