“Vittorio non era un tossico e quella mattina in casa c’erano solo codardi, finalmente indagati”

Gli amici di Vittorio Bos Andrei su FB accusano Umberto e Pierfrancesco Bonolis, i ragazzi che erano con Cranio Randagio quando è morto, di aver tardato a chiamare i soccorsi per interessi personali

vittorio bos andrei cranio randagio

Sulla pagina I ragazzi del Cinema America gli amici di Vittorio Bos Andrei hanno pubblicato un lungo post in cui accusano Umberto e Pierfrancesco Bonolis, i ragazzi che erano in casa con Cranio Randagio quando è morto, di aver tardato a chiamare i soccorsi per interessi personali:

Noi, se Vittorio Andrei ci fosse morto davanti avremmo subito chiamato Mamma Carlotta.
Sono ad una festa. Accanto a me c’è un mio amico. Fa il rapper, è un fratello affettuoso, un amico stupendo ed uno volontario scout. Si chiama Vitto ha 21 anni. Le sue parole sono più affilate di qualunque coltello e più morbide di qualunque piuma pregiata.

Sono cresciuto con Vitto. Ci andavo all’asilo, ci ho fatto gli scout in parrocchia. Ed ho passato i pomeriggi in casa di Mamma Carlotta con lui. Io e Vitto quando giocavamo a calcio sotto casa ci sporcavamo tutti e tornavamo sporchi insieme. Nessuno si sarebbe mai pulito senza l’altro. Nessuno avrebbe mai lasciato Vitto tornare sporco da solo da Mamma Carlotta, sai le urla poverino?
Da un pò di tempo ci siamo persi. Il passato pesa, tutto ci opprime, la sera non sappiamo cosa fare. Questa città è vuota, ogni cosa ci costa troppo, ci pesa stare a casa ognuno per conto suo. Allora stiamo insieme ed ogni tanto ci divertiamo a rilassarci con qualche canna e qualcosina di più.

Lo possiamo controllare, sappiamo di poter smettere ed intorno a noi lo fanno tutti, ma proprio tutti, grandi e piccini.
Sono ad una festa, siamo solo maschi, abbiamo bevuto, fumato, mangiato e scherzato. La mattina mi sveglio e vedo che Vitto sta poco bene. È pallido in viso, si accascia all’improvviso davanti a me, non l’ho mai visto così in 21 anni. Sono spaventato, ho paura, corro al telefono e chiamo l’ambulanza. Poi attacco senza concludere e chiamo subito Mamma Carlotta, perché sono amico di Vitto e so che Mamma Carlotta ha i super poteri, lei riesce a fermare il tempo ed arrivare lì prima che io sia in grado di posare la cornetta del telefono.

Poi corro da Vitto, ecco la sirena, la sento si avvicina sempre di più. L’ambulanza è sotto casa, apro la porta, entrano i medici e subito dopo spunta dalla porta Mamma Carlotta, c’è lei, c’è Carlotta.
Sul tavolo c’è di tutto, dai CD di Vitto, all’alcol a qualche botta di troppo data durante la notte, ecco che entra anche la Polizia, mi bloccano e mi portano via, io non guardo il tavolo, non me ne frega un cazzo di me e di cosa stanno trovando in casa, io penso a Vitto e me ne vado in lacrime per non aver capito che aveva superato il limite.

Passano i minuti e tremo perché la mia unica paura è perdere ciò che ho di più caro, uno dei miei migliori amici. A sera scopro che Vitto si è salvato, avremo tutti problemi per ciò che hanno trovato dentro casa, ma io sono felice e del resto non me ne frega niente, perché Vitto è vivo ed è con Mamma Carlotta ed i suoi fratelli.

Peccato che quando Vitto si è accasciato a terra alle 14 circa, l’ambulanza è stata chiamata solo alle 15.05 ed a Mamma Carlotta che chiamava e chiamava nessuno ha mai risposto, ne prima ne dopo. Forse nessuno avrebbe potuto salvarlo, ma in quell’ora dalle 14.00 alle 15.05 nessun amico avrebbe messo il profumo e pulito la casa, nessuno amico avrebbe mai detto alla Polizia “Noi fumavamo solo erba, Vitto invece faceva uso di metanfetamine”, un amico sarebbe rimasto sporco con Vitto anche dopo la fine della partita, anche se questa fosse stata persa.

Se in quella casa maledetta ci fosse stato un solo amico di Vitto quello non avrebbe esitato a dare l’opportunità a Mamma Carlotta di fare l’impossibile, perché un amico di Vitto sa che Mamma Carlotta con i suoi figli ha già fatto l’impossibile.

Facciamo chiarezza: Vitto non era un tossico dipendente, era uno come noi, era il fratello di uno di noi e quella mattina in casa di Pierfrancesco Bonolis, non c’erano amici, c’erano solo codardi, finalmente da oggi indagati.

VITTORIO BOS ANDREI: INDAGATI GLI AMICI DI CRANIO RANDAGIO – Gli amici di Vittorio bos Andrei, il rapper Cranio Randagio morto dopo una festa, sono stati iscritti nel registro degli indagati come racconta Repubblica Roma. Umberto e Pierfrancesco Bonolis sono i figli del padrone dell’appartamento in cui è morto Vittorio. E in quella casa si è svolta la festa. Oltre a loro due, interrogati con il padre subito dopo la morte di Cranio Randagio, gli inquirenti ascolteranno con interrogatori formali anche gli altri partecipanti al festino. E hanno già raccolto le dichiarazioni della ragazza del rapper, che però non era presente:

Sono stati iscritti nel registro degli indagati come “atto dovuto” i due ragazzi — Umberto e Pierfrancesco Bonolis — nel cui appartamento si è tenuta nella notte tra venerdi 11 e sabato 12 novembre la festa che ha portato poi alla morte del rapper Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio. E se altri due partecipanti alla festa hanno precedenti per spaccio, oggi la pm Guglielmi deciderà se iscrivere anche il padre nel registro degli indagati. Gli investigatori stanno infatti cercando di ricostruire cosa sia veramente accaduto.

Cranio randagio: Vittorio Bos Andrei a X Factor 2015


VITTORIO BOS ANDREI: LA RICOSTRUZIONE DELLA MORTE DI CRANIO RANDAGIO –
Cosa è successo davvero quella sera?

È la mezzanotte di venerdì quando, in via Anneo Lucano,ha inizio la festa dei 12 amici, tutti maschi, tutti individuati dalla polizia con fatica perché magari se ne conosceva solo il soprannome. Vittorio esce dicendo alla madre che sarebbe andato a casa dei Bonolis concui aveva appena finito di realizzare quello che sarebbe poi diventato il suo ultimo video, «amici che non conosceva da tanto e che non erano parte della sua cerchia» come ha raccontato in un’intervista.

I due raccontano:

Alle cinque di mattina, dopo «esserci ammazzati di canne», come hanno detto agli inquirenti, otto di loro se ne vanno. Restano i due fratelli, Vittorio e un altro. Alle 9 il padre, Marco Valerio Bonolis, rientra in casa e trova i 4 ancora svegli. Poi esce. E da qui tutto si fa un po’ confuso: sarebbero infatti andati a letto subito dopo l’uscita del padre e poi si sarebbero tutti svegliati intorno alle 14, tranne Vittorio.

Le foto di Vittorio Andrei, “Cranio Randagio”

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Cercano di svegliarlo, non ci riescono. Uno dei fratelli va a cercare un medico che vive nel palazzo e che però non c’è. L’altro chiama il padre e la madre. Che arrivano non si capisce quando. Così come non si capisce chi abbia chiamato il 118 e perché soltanto alle 15.05. E cioè oltre un’ora dopo, secondo il loro racconto, la scoperta delle condizioni di Vittorio.

La polizia sta aspettando di acquisire i tabulati e le registrazioni del 118 per avere un quadro più completo della situazione. Altro elemento che non convince gli inquirenti è il fatto che la casa fosse assolutamente “pulita”.

«Ci siamo ammazzati di canne», come hanno raccontato, ma nell’appartamento la scientifica non ha trovato neanche un mozzicone.

Leggi anche: L’autopsia di Vittorio Bos Andrei aka Cranio Randagio, il rapper di X Factor

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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