La strana storia dell’orgia di Chioggia

Una cameriera si lascia andare ad un rapporto a tre all’interno del locale dove lavora, il gestore la scopre e pubblica le foto delle telecamere di sorveglianza su Facebook. Lei lo accusa di averla picchiata (forse facendo leva su alcuni precedenti dell’uomo) ma il gestore respinge al mittente ogni addebito e si dichiara “umiliato”. Nel frattempo ha messo in vendita il divano dove è stato consumato il rapporto sessuale

matteo pellegrin orgia chioggia bar

Dopo mesi spesi a spiegare come certi video privati non debbano finire su Internet senza l’esplicito consenso degli interessati (e soprattutto delle interessate) ecco che da Chioggia arriva un nuovo caso di foto a contenuto erotico diffuse tramite i social network. La vittima questa volta è la cameriera di un bar di Chioggia, della quale questa volta (caso strano) non è stato reso noto il nome. Si sa invece, e questa è davvero una novità unica nel suo genere, il nome di colui che ha caricato su Facebook e tentato di diffondere le immagini estratte da un filmato.

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Credits: chioggia azzurra (chioggaazzurra.blogspot.it)

BOIA CHI ORGIA – Lui si chiama Matteo Pellegrin, gestore del bar Caffè e Cicchetti situato accanto al Duomo di Chioggia che ha sorpreso una sua dipendente ad amoreggiare con una coppia dietro il bancone del bar. Pellegrin che secondo alcune ricostruzioni era intento a tinteggiare il magazzino ha potuto osservare la scena tramite alcune delle sei telecamere di sorveglianza che ha fatto installare nel locale, a quanto pare dopo essersi connesso via remoto da casa al sistema che gestisce le telecamere.

A quel punto il Pellegrin non ci ha visto più, o meglio ci ha visto troppo, e il giorno dopo ha pubblicato su Facebook alcune foto estrapolate dal filmato incriminato con un commento molto duro all’indirizzo della cameriera (che pare sia di Padova) e dei suoi due amici, a quanto pare a loro volta fidanzati tra loro: “Guardate ‘sti bifolchi io mi spacco 20 ore al giorno di lavoro e guardate cosa fanno loro che tirano di cocaina mentre io pitturo la saletta”. A dare la notizia per primo è stato il sito Chioggia Azzurra e non è chiaro se il movente del gesto di Pellegrin sia stata la rabbia per il comportamento della dipendente oppure un attacco di gelosia.

La cameriera però a sua volta ha accusato Pellegrin  di averla picchiata all’interno del locale, e per provarlo avrebbe postato una foto del volto tumefatto su Facebook. A questa accusa Pellegrin ha risposto negando ogni addebito, precisando in un’intervista telefonica (qui sotto il video se riuscite a capire il veneto) dove ha raccontato che stando ai filmati delle telecamere non risulta che lui si sia recato nel locale per picchiare la donna ma di aver solo intimato ai tre amanti focosi di uscire dal locale.

Il video del proprietario del bar di Chioggia

Nel racconto di Pellegrin si fa riferimento anche ad un divano dove i tre avrebbero consumato una qualche forma di rapporto sessuale, ed in relazione a questo divano il gestore del Caffè e Cicchetti ha pubblicato sulla pagina Facebook del locale un annuncio dove lo mette in vendita avvertendo però i potenziali acquirenti che quel divano potrebbero essere presenti “anche tracce organiche” perché “usato per orgia” e raccomandando una accurata pulizia “per sicurezza”.

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Non è la prima volta che Pellegrin viene accusato di stalking, già nel febbraio del 2015 Pellegrin era finito sotto processo con un’accusa di stalking, violenza privata nei confronti di una sua ex fidanzata e addirittura minacce ai vicini di lei. Anche in quel caso Pellegrin aveva respinto ogni addebito e la vicenda giudiziaria si è conclusa nel giugno 2015 con il ritiro delle denunce da parte della ex fidanzata in seguito al pagamento di un risarcimento danni da parte del Pellegrin, almeno così scriveva il Gazzettino, non sembra credibile visto che in caso di reato si procede d’ufficio e non è possibile ritirare la denuncia.

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Pellegrin dopo essersi sfogato conl’autore di Chioggia Azzurra ha anche affidato i suoi pensieri ad un post sulla pagina del suo locale dove dichiara di sentirsi umiliato da quanto accaduto.

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