Laura Taroni somministrava farmaci pericolosi ai suoi bambini

Il figlio di Laura Taroni, l’infermiera dell’ospedale di Saronno arrestata con l’accusa di omicidio volontario la supplicava: “Dammi meno gocce”

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Laura Taroni non avrebbe solo ucciso il marito e forse la madre con la somministrazione prolungata di farmaci. Anche i figli sono stati oggetto di un trattamento simile, come scrive Repubblica:

Sono al sicuro, in una comunità protetta in Lombardia. Abbastanza lontani da casa da non dovere più rivedere i luoghi dell’orrore claustrofobico in cui la madre li ha costretti a crescere. Presto frequenteranno una nuova scuola, con nuovi compagni e nuove insegnanti. La prima media per il più grande, undicenne. Il quarto anno di elementari per il più piccolo, di nove anni.

Da martedì, quando loro madre Laura Taroni è stata arrestata assieme all’amante Leonarso Cazzaniga con il sospetto di avere ucciso nel 2013 il marito Massimo Guerra, i figli della coppia sono affidati al Comune di Lomazzo, dove sono residenti. Sono seguiti da due psichiatri, da altrettanti pediatri e da un fisiatra, incaricato della riabilitazione. I medici devono anzitutto capire fino a che punto la mala educazione a cui la madre li ha sottoposti li abbia feriti.

A che profondità abbia scavato nella loro psiche la convivenza con il male, con i pensieri omicidi. Quanto abbia piagato il loro corpo la somministrazione di «farmaci pericolosi…senza reali necessità terapeutiche», come ricostruito nella richiesta di custodia firmata dai pm di Busto Arsizio. Un supplizio a cui i bambini cercavano di sottrarsi: «Stamattina non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, potresti fare meno gocce?», supplicava il più grande.

La violenza era sempre presentenei discorsi in famiglia. Quando il bambino vedeva la madre nervosa le diceva «mamma vado a prenderti la katana», spada giapponese dal filo vivo. Ed era il bambino a suggerire alla Taroni di «uccidere a fil di lama» i parenti cattivi. Lei replicava che gli omicidi vanno progettati. «L’uccisione devi strutturarla, programmarla», gli diceva.

Ora Laura Taroni, come racconta Repubblica, chiede dei suoi figli dal carcere:

Dorme poco, piange quasi sempre, chiede dei figli.

«Se non posso parlare con loro e non posso abbracciarli, ditemi almeno come stanno», ripete. Laura Taroni — l’infermiera accusata con l’amante Leonardo Cazzaniga diavere ucciso il marito Massimo Guerra — da martedì è rinchiusa nel carcere di Como.

Per evitare gesti di autolesionismo, è costantemente vigilata a vista. Se i suoi due figli sembrano essere l’idea fissa della Taroni, in tre giorni di detenzione l’infermiera non si sarebbe mai preoccupata di chiedere delle condizioni dell’amante

Leggi anche: Laura Taroni, le intercettazioni dell’infermiera arrestata a Saronno

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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