Verso l’infinito e oltre con la Google Maps stellare

Per pianificare viaggi interstellari serve una mappa interstellare, alla NASA stando studiando come realizzarla utilizzando i dati di due sonde lanciate nel 1977: Voyager 1 e 2

google maps stellare hubble voyager

Come organizzare le prossime vacanze estive su Marte o la settimana bianca su Europa, una delle lune ghiacciate di Giove? Niente di meglio che una Google Maps per il Sistema Solare. Sembra uno scherzo ma in realtà qualcuno ci sta pensando davvero e non tanto per i viaggi di piacere quanto per tracciare la rotta di future sonde spaziali che si avventureranno alla scoperta del Cosmo.

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Credit: NASA, ESA, and Z. Levay (STScI)

USARE DUE SONDE COME SE FOSSERO UNA GOOGLE CAR – L’idea è venuta ai ricercatori della Wesleyan University del Connecticut che hanno pensato di utilizzare i dati inviati dalle sonde spaziali Voyager 1 e 2 nel loro percorso di uscita dal Sistema Solare (Voyager 1 è già nello spazio interstellare) e combinarli con quelli raccolti dal telescopio spaziale Hubble.

Si tratta ancora di una semplice proposta ma che ha un senso perché l’idea è di utilizzare Hubble per “mappare” i dintorni (nel senso cosmico delle distanze) e le due sonde come una sorta di Google Car per creare una street view con dati precisi e puntuali, di prima mano, relativi allo spazio interstellare. Combinando tutti i dati tra loro si riuscirebbe a creare un primo infinitesimale frammento di quella che molti hanno già chiamato la Google Map delle stelle. Non si tratterebbe però di una mappa intesa nel senso comune del termine ma di una raccolta di dati scientifici ad esempio circa la presenza di determinati elementi chimici (carbonio, idrogeno, etc) in alcune aree o eventuali pericoli nelle zone più remote del mezzo interstellare, la “nuvola” che circonda il Sistema Solare all’interno della quale le due sonde si stanno avventurando.

Secondo i ricercatori i dati raccolti in modo diretto dalle due Voyager, interpolati con quelli desunti “indirettamente” da Hubble potrebbero consentire di realizzare una mappa di navigazione utile per pianificare future missioni interstellari come la missione Breakthrough Starshot, promossa da Mark Zuckerberg e Stephen Hawking, che ambisce a lanciare una sonda che sia in grado di raggiungere Alpha Centauri (la stella più vicina al nostro Sistema Solare) entro i prossimi vent’anni.

“Questa è una grande opportunità per confrontare i dati delle misurazioni dello spazio interstellare fatte in situ dalle sonde Voyager e le misure telescopiche di Hubble”, spiega il coordinatore dello studio, Seth Redfield. ”Le sonde Voyager stanno campionando piccole regioni mentre viaggiano a circa 60.000 chilometri all’ora, ma non sappiamo se queste zone siano tipiche o rare”.

Insomma non si tratta tanto di una Google Maps navigabile dal computer di casa ma di una mappa per esplorare una porzione di Universo (quella compresa tra le due rotte dei Voyager). Se invece cercate proprio una Google Maps stellare segnaliamo che esistono già alcuni siti che consentono di esplorare con il mouse l’Universo che ci circonda. Difficilmente potrete pianificare il viaggio su Marte ma se non altro vi farete un’idea del panorama.

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