Perché Ylenia Bonavera difende Alessio Mantineo dopo che le ha dato fuoco?

Ylenia Bonavera si è salvata solo perché si è tolta i vestiti in fiamme. Eppure dal suo letto di ospedale nega che a darle fuoco sia stato Alessio

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Ylenia Bonavera, la ragazza bruciata dall’ex fidanzato Alessio Mantineo a Messina, aveva confidato ad amici e parenti di non fidarsi più del suo ragazzo. Troppo geloso. E violento. L’aveva picchiata. Ma lei non ha mai denunciato:

«Ho parlato con mia figlia, mi ha detto che non si aspettava un gesto del genere e neppure io sospettavo sarebbe arrivato a tanto», dice la madre. «Certo c’erano state incomprensioni, litigi, – racconta – ma niente può giustificare un atto così bestiale. I primi tempi in cui si erano conosciuti erano felici. Ricordo quando mi disse: “ho conosciuto un bravo ragazzo, voglio presentartelo”». Poi l’inizio dei problemi, con Alessio che diventa geloso e possessivo. «È stato per questo motivo che Ylenia ha deciso di troncare la relazione»

Ma Ylenia in ospedale ha negato tutto anche dopo l’aggressione che poteva costarle la vita, come racconta Repubblica:

«Ylenia, Ylenia, Dio mio… che è successo? Chi è stato?». «E che sono sbirro, io?». Neanche mezza nuda e con i vestiti in fiamme, Ylenia lo ha accusato. Non lo ha fatto alle quattro e mezza del mattino con l’anziana vicina di casa che l’ha soccorsa mentre urlava dal dolore, non lo ha fatto nelle ore successive in ospedale davanti ai poliziotti ai quali ha sussurrato solo di un « ragazzo con i capelli a spazzola, benzina e accendino».

E ieri, quando nella sua stanza nel reparto di chirurgia plastica con la parte bassa del corpo devastata dalle ustioni, ha saputo da Repubblica che l’ex fidanzato che le aveva dato fuoco fuggendo subito dopo era stato fermato, ha cominciato a piangere e urlare difendendolocontro ogni evidenza: «Non è stato lui, non è stato lui, hanno arrestato un innocente…datemi un telefono, voglio parlare con la polizia… non è stato lui». Singhiozzi, la flebo strappata dal braccio, un quadro tirato giù dal muro. La vittima che si trasforma in Erinni furiosa, disperata difesa di quell’uomo, ora in carcere, che l’avrebbe picchiata in passato più volte senza che lei mai lo denunciasse perché è «l’unica persona che ha al mondo», sussurra un’amica.

La vicina ricostruisce la dinamica dei fatti:

Sono le 3.15 del mattinoquando la ragazza suona alla porta della sua anziana vicina di casa. Che ora, in vestagli a verde a ripararsi da un freddo pungente, racconta: «Ha suonato due volte, faceva puzza di alcol,mi diceva: “Aiutami, aiutami”, ma non spiegava perché e poi tornava in casa. Alle quattro e mezza ha suonato di nuovo urlando. Era mezza nuda, cercava di spegnere le fiamme con le mani e di togliersi i vestiti di dosso. Ho chiamato il 118 ed è arrivata l’ambulanza. Io lui non l’ho visto».

La Bonavera si è salvata solo perché è riuscita a togliersi il pigiama in fiamme. Perché ora Ylenia Bonavera difende Alessio Mantineo? Una risposta la dà il Messaggero tramite le parole di uno psichiatra:

La ragazza ha chiesto di essere interrogata e ha negato con forza che a tentare di ucciderla sia stato Alessio. «Una circostanza molto frequente in casi simili – spiega Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria – , un meccanismo di negazione e al tempo stesso di difesa, per poter tollerare e giustificare l’aggressione subita».

Leggi anche: Ylenia Bonavera, la ragazza bruciata viva dall’ex fidanzato a Messina

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