Morgan: “Quando Maria mi disse: ti devi inventare qualcosa per uscire da Amici”

Morgan intervistato da Repubblica ritorna sul caso Amici 2017

maria de filippi lucarelli morgan

Morgan intervistato da Repubblica ritorna sul caso Amici 2017:

Forse è stata una fortuna. Sarebbe scoppiato un altro pandemonio…
“Tanto succede lo stesso. Ormai è di moda stroncarmi, mi aspettano al varco, ogni volta che vado in pubblico fa figo rompermi i coglioni, ma in realtà è solo perché dico quello che penso, non dico mai cose cattive, però… quella della droga l’avevo già detta mille volte, dipende come usi le cose. Dovevo andare a Sanremo, avevo un grande potere in mano, avevo il consenso, di tutti, ma non mi hanno fatto salire su quel palco, e così è andata per cinque anni consecutivi. Anche quest’anno, io già lavoravo con la De Filippi, lei mi disse: “Conti vorrebbe trascinarmi a Sanremo, ma figurati se ci vado”. In realtà aveva già firmato, e io avevo già consegnato la canzone, e tutti e due, Conti e la De Filippi, hanno detto che era un capolavoro, però non mi hanno selezionato. Maria disse: io non ho voce in capitolo sul cast. E sì, certo, poi però tra i giovani ha vinto Lele”.

Brutta storia questa con “Amici”, si poteva evitare?
“L’avrei evitato. Ma è stata una trappola. Maria mi disse: ti devi inventare qualcosa per uscire, così quando esci io posso parlare bene di te e tu sembri un fico. Io ero perplesso, ma lei alla fine mi ha messo il pubblico contro, e io a quel punto sono uscito. Non ero neanche incazzato, tanto era una commedia, credevo. Esco e vado a vedere sullo schermo quello che succedeva e sento lei che dice “avete ragione a essere arrabbiati con Morgan, ma non dovete ucciderlo”. Non ci potevo credere. Poi è venuta a cercarmi e mi ha detto: non sei mortificato? Io le ho risposto: no, crocifisso “.

Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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