Platinette canta “Io sono una finestra” e commuove Sanremo

Il dubbio che la canzone fosse brutta è stato fugato ieri sera. Anche se è a rischio eliminazione

platinette grazia di michele io sono una finestra

Sulla canzone che Platinette ha cantato a Sanremo 2015 con Grazia Di Michele, Io sono una finestra, si erano già sprecati fiumi di inchiostro: il brano presentato da Mauro Coruzzi era stato così recensito, ad esempio, da Famiglia Cristiana: «Sarebbe ingiusto ridurre il primo brano a un manifesto dell’ideologia del gender, perché il racconto del tormento di un uomo che sente di essere una donna è affrontato con delicatezza, ma è indubbio che il tema è controverso e la canzone si presta ad essere strumentalizzata»

In conferenza stampa Grazia e Mauro hanno infatti sottolineato che la discriminazione e’ una brutta cosa, “puo’ colpire qualunque aspetto della persona, dalla razza al colore della pelle, alla scelta dell’identita’ sessuale, alla religione. E’ un brano che parla di pregiudizio e discriminazione”. Grazia Di Michele ha aggiunto “non pensavo che Mauro avrebbe avuto delle resistenze e poi abbiamo pensato che questa ‘finestra’ che stavamo cantando e’ una finestra che spesso e purtroppo i ragazzi aprono per lanciarsi nel vuoto. Ci siamo detti che forse il Festival e’ una buona occasione anche per far sentire meno solo qualcuno che sta vivendo ora un percorso che Mauro ha superato”. La canzone e’ nata due anni fa, “con Mauro avevamo questa empatia”

Il dubbio che la canzone fosse brutta è stato fugato ieri sera. Anche se è a rischio eliminazione è uno dei più belli del festival e ha commosso un po’ tutti:

Guarda il video di Platinette e Grazia di Michele in Io sono una finestra

Leggi il testo di Io sono una finestra

Io sono una finestra velata di vapore
In questa notte gelida deserta ed incolore
Rispecchia la finestra la carne e le emozioni
Di me che sono specchio delle contraddizioni
Difficile vedere se il vapore non svanisce
L’appiccicosa errore di chi non capisce
Eppure su riflette un’ombra che è la mia
Un’ombra di rossetto contro l’ipocrisia
Io non so mai chi sono eppure sono io
Anche se oltre il vetro per me
Non c’è mai un Dio
Ma questo qui è il mio corpo benché cangiante e strano
Di donna dentro un uomo eppure essere…umano
Sfogliando le parole di questa età corriva
Divento moralismo e fantasia lasciva
Crisalide perenne costretta in mezzo al guado
Mi specchio alla finestra e sono mio malgrado
Io non so mai chi sono io per la gente
Coscienza iconoclasta volgare e irriverente
Ma questo è solo un corpo il riflesso grossolano
Di donna o forse uomo comunque essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano
Non c’è una donna o un uomo, solo un essere umano
Io non so mai chi sono eppure sono e vivo
Più del pregiudizio che scortica cattivo
Ma quando spio il mio corpo che si riflette piano
Non c’è donna o uomo solo un essere… umano
Io sono una finestra che aspetta che il vapore
Svanisca come un sogno.

Autore: Noemi Usai

Sono nata a Roma ho 21 anni e studio canto. E collaboro a Superstarz!

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