Benvenuti nella Chiesa di Bragalogy

Amici 15: benvenuti nella Chiesa di Bragalogy

Alex Braga continua l’opera di proselitismo per fare degli allievi di Amici dei fenomeni da baraccone

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Oggi il Maestro Alex Braga ha tenuto la sua tanto attesa e annunciata lezione collettiva. Attesa soprattutto dopo la debacle di Cristiano e dei La Rua durante la puntata di sabato dove due dei protégé di Braga hanno incassato uno zero e un tre dal professor Carlo Di Francesco che ha anche tirato le orecchie a Braga e alla sua mania di voler fare della provocazione la cellula d’espressione fondamentale (per dirla à la Fabrizio Moro). La lezione di Braga, come altre fondamentali tipo quella sull’orinatoio di Duchamp o quella sul punto di domanda e il punto esclamativo  (ovvero la lezione sul dubbio) può essere condensata con una serie di simboli – = + che sarà ricordata come la lezione sui difetti.


Amici 15: la seduta psicanalitica di Alex Braga di superstarz_com

MEMENTO PROVOCARE SEMPER – E c’è da capire il perché in fondo Braga deve aver preso molto sul personale le critiche di Di Francesco che ad un certo punto gli ha detto senza mezzi termini che Amici non è la Corrida (ed in effetti non serve molto a capirlo). Durante la settimana sia con Cristiano (che ancora non si è ripreso dallo zero preso sabato) che con altri allievi Braga ha sottolineato la necessità di continuare a provocare, senza tenere conto del giudizio del pubblico perché un vero artista se ne infischia. Braga ha spiegato ai ragazzi che la provocazione non era un compito da portare solo durante la prima settimana ma che deve essere una costante delle loro esibizioni. C’è anche un altro elemento però che definisce l’Artista con la A maiuscola ovvero la capacità di superare gli ostacoli, i difetti. Per farlo Braga ha portato come esempio Django Reinhardt un chitarrista eccezionale nel suo genere ma che notoriamente dopo un incendio aveva perso l’uso di due dita della mano sinistra (quella con cui si fanno gli accordi) e si era inventato la tecnica delle “tre dita”. Nessuno dei ragazzi ovviamente ha riconosciuto Django (la D è muta bla bla). Tutta questa parabola per dire che non tutti i difetti vengono per nuocere, anche se magari qualcuno li nota e li fa pesare. Ecco quindi che Braga fa la domanda che tutti sognano di poter fare una volta nella vita a qualcuno: qual è il vostro peggior difetto? È il momento della confessione, dell’esame di coscienza fatto pubblicamente, punto nevralgico di ogni forma di religione quando viene estorta dalla Guida. Solo che Braga i difetti non li vuole correggere, li vuole esaltare. È questa l’innovazione della Chiesa di Bragology. Tutti allora dicono un loro difetto, tutte cose che possono essere viste come un punto di forza e che soprattutto non sono difetti, c’è chi è timido, chi si sente da meno (lololo) degli altri, chi è troppo sensibile. Daniele dei La Rua arriva a raccontare di un episodio in cui da bambino si è tagliato una falange, cazzo è come Django! ma allora perché fa musica di merda? Mistero.

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Quello che abbiamo visto di Cristiano

CRISTIANO SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI – Immaginate a questo punto il povero Cristiano già provato dall’incontro con Braga durante la settimana e molto scettico sul discorso circa le provocazioni ad ogni costo sentirsi dire che per emergere non servono il talento e la tecnica vocale ma bisogna “emanare energia in maniera differente dagli altri“.

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Quello che Cristiano stava facendo dentro di sé

Per tutti Braga ha una buona parola, vuota, come al solito: a Chiara “Attenta a non essere semplicemente semplice“, a Joshua “non devi fare l’errore di cercare le chiavi sotto il lampione perché lì c’è la luce“, oppure a Sergio “ricordati di masticare bene prima di mandare giù” (ah no, questa non l’ha detta). E come in ogni rito purificatorio da predicatore tutto finisce con un grande abbraccio collettivo. La messa è finita, bragate in pace.

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