Riki svela i segreti di “Mania” e della partecipazione a Sanremo 2018

Riki, ovvero Riccardo Marcuzzo, intervistato da Sorrisi svela i dettagli del suo nuovo album Mania. E soprattuto spiega se sarà davvero a Sanremo 2018

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Riki, ovvero Riccardo Marcuzzo, intervistato da Sorrisi svela i dettagli del suo nuovo album Mania. E soprattuto spiega se sarà davvero a Sanremo 2018 come in molti hanno pronosticato:

Come nasce il titolo «Mania»?
«Potrei inventarmi una spiegazione profonda, ma la verità è molto più semplice: Riki e Mania letti di fila suonano benissimo. È anche vero, però, che il titolo riflette il mio essere maniacale in quello che faccio. Non posso negarlo, sono un vero rompiscatole e mi fido solo del mio gusto».

In che modo «Mania» sarà diverso dal primo disco?
«Cambia il mix tra ballad e brani ritmati, è un disco invernale, riflessivo, dove prevalgono le canzoni nate da momenti di profonda tristezza rispetto a quelle nate dalla felicità. Il primo singolo, “Se parlassero di noi”, di cui ho scritto il ritornello appena dopo aver saputo di essere stato sospeso per tre giorni da “Amici”, lo rappresenta bene. Ma sia chiaro, non è un disco deprimente».

Ci sarà anche la canzone nata nel talent durante una delle prime lezioni con Elisa?
«Quella melodia improvvisata, che è piaciuta subito a Elisa, è diventata una delle più belle canzoni del disco».

Tra i brani rimasti fuori dal nuovo album c’è quello che vorresti portare a Sanremo?
«Il Festival non è nei miei piani, adesso non lo voglio fare».

Diresti di no al direttore artistico Claudio Baglioni?«
Gli direi: “Guarda Claudio, mia madre ti ascolta tutti i giorni da una vita, sei un fenomeno, ma io non mi vedo a Sanremo quest’anno, mi dispiace”».

Tu non suoni uno strumento, quindi le tue melodie non nascono alla chitarra o al pianoforte, ma solo nella tua testa. Non ti senti limitato da questo?
«In questo momento non sento l’urgenza di imparare a suonare e comunque non ho tempo. Lo farò sicuramente, ma la verità è che mi fa un po’ paura cambiare una cosa che funziona così bene. Io compongo e scrivo con l’istinto, poi ci pensa il mio produttore Riccardo Scirè a trasformare quelle melodie e quelle parole in canzoni. Imparare a suonare significherebbe dare una struttura a questo processo creativo. Allora sì che mi sentirei limitato».

E parla anche della mamma, a cui aveva dedicato una canzone ad Amici:

Tua mamma Raffaella ha semprec ercato di farti rinunciare al sogno di diventare un cantante di successo. Si è finalmente convinta o cerca ancora di scoraggiarti?
«Si è convinta, per forza, ma non lo ammette così esplicitamente. Avverto in lei un conflitto interiore tra il dover ammettere di essersi sbagliata e l’essere contenta di come vanno le cose. Ogni tanto le ricordo di quando diceva che con le mie canzoni non sarei andato da nessuna parte».

Forse vederti vincere a Sanremo la convincerebbe definitivamente.
«Probabilmente sì, di certo so chesarà contentissima di vedermi sulla copertina di Sorrisi».

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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