Vladimir Luxuria spiega ad Asia Argento come si evita uno stupro

Secondo Luxuria per evitare di essere violentata una donna è sufficiente che dica NO, e nel malaugurato caso non basti allora deve “staccarlo a morsi” al suo molestatore. Asia Argento inoltre avrebbe sbagliato a “fare un film con Weinstein” e a non denunciare l’accaduto fino a qualche giorno fa

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Harvey Weinstein è uno dei più importanti e potenti produttori cinematografici di Hollywood. O meglio: lo era fino a quando il New Yorker ha pubblicato l’inchiesta Ronan Farrow (figlio di Mia Farrow e Woody Allen) ha portato alla luce le testimonianze degli abusi subiti da alcune famose attrici del cinema.

IL RACCONTO DI ASIA ARGENTO – La società di produzione di Weinstein ha prodotto alcuni dei capolavori indiscussi del cinema degli ultimi trent’anni, da “Sesso, Bugie e Videotape” al “Discorso del Re” passando per “Pulp Fiction”. Insomma dire che Weinstein ha rappresentato l’incarnazione del potere del produttore hollywoodiano. Da decenni circolava la voce che Weinstein, che aveva anche ottimi legami con la politica USA, avesse abusato e violentato decine di donne. Ad accusare il produttore ci sono star del calibro di Gwyneth Paltrow, Rosanna Arquette, Judith Godrèche e Angelina Jolie. Ashley Judd ha raccontato di aver ricevuto un’avance esplicita da Weinstein quando era all’inizio della sua carriera. Il produttore la invitò nella sua stanza d’albergo e si fece trovare in accappatoio chiedendole un massaggio.

Tra le attrici molestate da Weinstein c’è anche Asia Argento, che ha raccontato la sua drammatica esperienza a Farrow. All’epoca la Argento aveva 21 anni e Weinstein la invitò in camera dove le chiese di fargli un massaggio e la obbligò a praticargli una fellatio. L’attrice – che ha in seguito inserito quell’episodio nel film Scarlet Diva – ha raccontato di essersi sentita in colpa per anni ma di non aver saputo e avuto la forza di reagire.

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Del resto è facile intuire che un uomo come Weinsten poteva stroncare la carriera di un’attrice con una singola parola. Oltre allo stupro quindi nelle violenze del produttore c’è anche il ricatto implicito. A complicare le cose c’è il fatto che per qualche tempo Asia e Weinstein si sono anche frequentati. Ma non annulla quella prima e iniziale molestia, in fondo quante donne vivono una relazione abusante?

PER VLADIMIR LUXURIA ASIA ARGENTO NON È ABBASTANZA VITTIMA? – Secondo Vladimir Luxuria però Asia Argento avrebbe dovuto dire no. Invece non solo non l’ha fatto – e non ha denunciato – ma con Weinstein ci ha pure fatto un film (B. Monkey – Una donna da salvare, uscito nel 1999). È chiaro che Luxuria non capisce o fa finta di non capire che la dinamica è simile alla vicenda di Ke$ha e delle accuse di molestie da parte del suo produttore. Da una parte c’è un uomo molto potente, dall’altra una donna indifesa che deve subire la pressione psicologica del ricatto di non poter lavorare più e – qualora denunciasse – di trovarsi da sola contro tutta Hollywood.

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La Argento risponde incredula a Luxuria, ma l’ex parlamentare insiste dicendo che anche lei ha ricevuto “proposte  non forzate” ma con un semplice NO è riuscita ad evitare le molestie.

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Asia spiega che la differenza sta proprio nel fatto che le proposte non erano forzate mentre nella sua situazione è stato decisamente l’opposto.

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Non è chiaro però cosa spinga Luxuria ad insistere. Forse non crede nella storia di Asia Argento? Ritiene che una vittima non sia una vittima se non denuncia o se cede ad un ricatto? Luxuria ci tiene a far sapere che “non avrei accettato di farmi produrre dal mio aguzzino”. Chissà se direbbe la  stessa cosa anche alle altre donne molestate e violentate da Weinstein.

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C’è da dire che su Internet in questi giorni nei confronti di Asia Argento se ne sono lette di ben peggiori. Molte persone, molti uomini, italiani e padri di famiglia hanno accusato Asia Argento di essere una troia.

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Se è facile capire i molti motivi per cui Asia Argento non ha denunciato lo stupro che ha subito quando aveva 21 anni è impossibile comprendere perché ora si debba attaccare una vittima. La solidarietà e la compassione non sono obbligatorie, ci si può tranquillamente astenere.

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Ma che senso ha fare come sta facendo Vladimir Luxuria che su Twitter continua a spiegare ad Asia Argento e a tutte le donne stuprate e violentate che nel momento in cui subiscono la violenza devono “staccarlo” a chi le forza ad un rapporto orale? Non tutte hanno la prontezza di riflessi di Monica Lewinski mentre quasi tutte le vittime di stupro rimangono paralizzate, inermi sperando che l’incubo finisca presto.

Perché anche una reazione violenta come quella proposta da Luxuria non è esente da conseguenze fisiche, e in quel caso ci sono poche possibilità che sia l’uomo ad avere la meglio. Agli occhi di Luxuria Asia Argento paga la colpa di “non aver denunciato la cosa durante la conferenza stampa di Amore Criminale”, come se fosse un’esperienza facile da raccontare. Luxuria non sta difenendo Weinstein, sta dicendo che con il famoso senno di poi avrebbe saputo cosa fare cosa dire. Se l’insegnamento alle ragazzine “non datela per fare un film” può anche essere condivisibile c’è da dire che non c’entra nulla con la storia di Asia Argento, che non l’ha data per fare un film o per diventare famosa.

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