Chi è Gabriella, la bimba guarita dalla leucemia che ha mandato un messaggio a Nadia Toffa

Quando Nadia Toffa ha annunciato di avere il cancro a Le Iene ha ringraziato una bambina, Gabriella perché quando le sono caduti i capelli ha pensato a lei e al suo coraggio. E la bimba ha risposto con un videomessaggio per sostenere Nadia. Il video e la sua storia

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Quando Nadia Toffa ha annunciato di avere il cancro a Le Iene (leggi qui) ha ringraziato una bambina, Gabriella perché quando le sono caduti i capelli ha pensato a lei e al suo coraggio. E la bimba ha risposto con un videomessaggio per sostenere Nadia:

Chi è Gabriella, la bimba guarita dalla leucemia che ha mandato un messaggio a Nadia Toffa

Su Repubblica parla la mamma di Gabriella e racconta la sua storia. Come ha scoperto di avere la leucemia, cosa è successo dopo. Cosa vorrebbe fare ora che è guarita:

«Tocca a me fare forza a Nadia.Come lei l’ha fatta a me: forza Nadia, i capelli ricrescono più forti e più lunghi di prima. E ricordati che le principesse, come Rapunzel, sono anche delle guerriere». Gabriella ha sette anni e mezzo e i capelli lunghi neri. Come tre anni fa, gennaio 2015, quando una febbre altissima e un dolore alla pancia la portarono di corsa in ospedale per una sospetta appendicite. E invece era leucemia.

Oggi è guarita del tutto. E strilla nel salone di casa sua, al quartiere Paolo VI di Taranto. L’aria fuori è acre, come sempre. L’Ilva è il solito vulcano in lontananza che sputa paure, le amichette corrono, Gabriella ride. «Ero davanti alla tv quando Nadia ha detto di avere un tumore. E poi ho sentito che ha pronunciato il mio nome: “Ti devo ringraziare Gabriella…”».Le due si conoscono da un po’.

Nadia Toffa ha raccontato la storia di Gabriella e quella degli altri, troppi, bambini di Taranto che si ammalano — dice la scienza — più di quanto dovrebbero. A causa, pare, di quel vulcano travestito da fabbrica. Gabriella è stata uno dei simboli di una battaglia che è diventata una festa. Quel “pazzo” di Ignazio D’Andria, il patron del Mini Bar, un piccolo baluardo di civiltà nella piazza del quartiere Tamburi, il più vicino all’Ilva, ha messo su con la sponda della Toffa una raccolta fondi con tanto di canzoni e magliette: “Ie jesche pacce pete!”, io esco pazzo per te.

Risultato? Cinquecentomila euro «per opere edili e l’assunzione di medici oncologici» che hanno contribuito a far aprire il nuovo reparto di oncoematologia a Taranto.«Quando mi hanno detto che mia figlia non aveva l’appendicite — racconta mamma Paola — ma la leucemia ho pensato che stava morendo: alcune parole non offrono speranza. E invece sbagliavo. Da Taranto fummo accompagnati dicorsa a Bari, al Policlinico. Chiamai immediatamente mia cugina che lavora al Gaslini, mi disse: “Non puoi essere in mani migliori”. E aveva ragione: con la chemio si guarisce, noi siamo guarite».

Paola ricorda sottovoce Rebecca e tutte quelle altre amiche di Gabriella che invece non ce l’hanno fatta. «Lei — dice— non lo sa. Per ora è giusto così».«Io — parla Gabriella — da grande vorrei diventare una ballerina, una cantante o veterinaria. Ho un cane, si chiama Oscar, ha due mesi. Ma ora per un giorno vorrei essere una Iena. Così aiuto Nadia».

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Autore: Maria Teresa Mura

Sono nata a Roma il 14 dicembre 1970, ho fatto il Classico tanti anni fa, poi la facoltà di Chimica a La Sapienza. Ho lavorato in diversi campi, sono stata per anni coordinatrice capo di Giornalettismo. Ora il mio progetto si chiama Superstarz

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