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40 anni di Candy Candy

candy candy 40 anni

Il 2 marzo 1980 andava in onda, in Italia, la prima puntata di Candy Candy: un cartone che ha traumatizzato un’intera generazione, paragonabile per impatto solo a Lady Oscar

40 anni di Candy Candy

E parafrasando proprio Lady Oscar si potrebbe dire che per tutti i bambini nati negli anni ’70 oggi è gran festa alla corte di Francia:

 

E ci ricordiamo tutti la fantastica sigla cantata dai Rocking Horse vero?

Candy e’ poesia
Candy Candy e’ l’armonia
Candy e’ la magia
Candy Candy e’ simpatia

e’ zucchero filato
e’ curiosita’
e’ un mondo di pensieri e liberta’

e’ un fiore delicato
e’ felicita’
che a spasso col suo gatto se ne va

Candy oh Candy nella vita sola non sei
anche nella neve piu’ bianca, piu’ alta che mai

Candy oh Candy che sorrisi grandi che fai
che sapore dolce, che occhi puliti che hai

Candy e’ fantasia
se racconta una bugia
Candy e’ l’allegria
che ci tiene compagnia

e’ un sogno colorato
e’ l’ingenuita’
e’ un desiderio che si avverera’

e’ un cucciolo smarrito nell’immensita’
nel bosco e tra le case di citta’

Candy oh Candy nella vita sola non sei
anche nella neve piu’ bianca, piu’ alta che mai

Candy oh Candy che sorrisi grandi che fai
che sapore dolce, che occhi puliti che hai

ah Candy Candy…
ah Candy Candy…

Candy oh Candy nella vita sola non sei
anche nella neve piu’ bianca, piu’ alta che mai

Candy oh Candy che sorrisi grandi che fai
che sapore dolce, che occhi puliti che hai…

 

La storia di Candy Candy

Se vi si siete mai chiesti da dove arriva Candy Candy ecco qualche piccola info:

Candy Candy (キャンディ・キャンディ Kyandi Kyandi?) è un manga giapponese di genere shōjo tratto dall’omonimo romanzo di Kyoko Mizuki, disegnato da Yumiko Igarashi e pubblicato nel 1975. Ne venne successivamente realizzata una serie televisiva anime, prodotta da Toei Animation, che fu trasmessa anche in Italia dal 1980 al 1997[1][2], inizialmente con il titolo originale, in seguito come Dolce Candy.

Il manga fu pubblicato dalla casa editrice Kōdansha, che la serializzò sulla rivista mensile Nakayoshi dall’aprile 1975 al marzo 1979.

Del manga esiste un’edizione italiana riadattata, censurata e ricolorata pubblicata dalla Fratelli Fabbri Editori in 77 uscite settimanali. L’intraprendenza dell’editore portò però la serie ben oltre le 77 uscite dell’originale giapponese, arrivando fino a 326 numeri, con un prosieguo della storia completamente inventato e disegnato in Italia