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"Abbiamo messo il lassativo nella birra di Domenico Maurantonio quella notte"

DOMENICO MAURANTONIO

Il Corriere torna sul caso della morte di Domenico Maurantonio, lo studente caduto dal quinto piano dell’hotel dove si trovava in gita con la scuola, per raccontare le prime ammissioni dei compagni di Domenico, in linea con l’ipotesi di un festino finito male, uno scherzo fatto al ragazzo che ne avrebbe provocato la morte:

gli studenti hanno raccontato di aver «bevuto molto»: «E Anche Domenico ha bevuto con noi. Per questo ci siamo addormentati profondamente, senza sentire rumori o accorgerci di niente», ha detto uno dei ragazzi della 5E ascoltato (con altri 13 studenti del Nievo) negli uffici della questura di Padova.

Inoltre i ragazzi raccontano che effettivamente quella notte Domenico Maurantonio non si era sentito male per caso, ma era stato vittima di una goliardata:

Alcuni compagni del 19enne avrebbero confermato che quella notte sarebbe stato versato del «lassativo nella birra di Domenico».

Eppure fino alle cinque Domenico era vivo:

Domenico era vivo fino alle 5 di domenica, come testimoniano i messaggi scambiati via Whatsapp con altri compagni di scuola.

Forse potranno aiutare nelle indagini alcune immagini, non relative alla caduta, in mano a pm e polizia e sulle quali c’è stretto riserbo
DOMENICO MAURANTONIO E LO SCONOSCIUTO NELL’HOTEL – La presenza di uno sconosciuto, un uomo di origine slave, al piano dell’albergo di Milano che ospitava gli studenti del ‘Nievo’ Padova la sera in cui morì Domenico Maurantonio è stata segnalata agli investigatori che conducono le indagini dalla preside del liceo scuola, Maria Grazia Rubini. La donna, contattata dai cronisti, non ha voluto tornare su questo elemento e, pur non smentendo la circostanza, ha spiegato che d’ora in poi non parlerà “mai più con nessuno. Mi trovo – ha detto – in un tritasassi che non merito”. La dirigente avrebbe riferito alla polizia, già alcuni giorni fa, di aver appreso che la notte dell’incidente si ‘aggirava’ nel corridoio del piano dell’hotel occupato dagli studenti un uomo di origine slava. Questi, stando alle informazioni ricevute dalla dirigente scolastica, avrebbe anche aiutato alcuni ragazzi ad entrare nella stanza con la chiave magnetica. Si tratterebbe però di un semplice addetto dell’hotel.