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Alessandro Neri conosceva la persona che lo ha ucciso

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Alessandro Neri conosceva la persona che lo ha ucciso. Il ragazzo di Pescara trovato morto in un fossato con un cappuccio in testa (leggi qui) non è stato ucciso per una rapina. Qual è il movente del delitto?

Alessandro Neri conosceva la persona che lo ha ucciso

Secondo il Messaggero Alessadnro è stato picchiato prima di essere ucciso:

Il movente resta sconosciuto ma l’ipotesi del fatto criminale è rafforzata dalla dinamica dei fatti: Alessandro Neri, che il 31 marzo avrebbe compiuto 29 anni, lunedì è andato all’appuntamento con la morte. Conosceva la persona che avrebbe incontrato e che è stata il suo killer. Il colpo di pistola al petto dice che Alessandro è stato giustiziato, dunque era stato chiamato a rispondere di uno sgarro. C’è di più: nella folta comunità venezuelana a Pescara si racconta che sia stato pestato di botte prima di ricevere il colpo mortale.
Circostanza che farebbe cadere l’ipotesi di una situazione sfuggita di mano da chi magari voleva limitarsi a spaventarlo. «E’ un ragazzo perbene, questa è una famiglia di gente per bene» ripetono gli amici che da subito si sono stretti alla famiglia, a mamma Laura e a papà Paolo, e che per tutta la giornata di ieri hanno fatto sentire la loro vicinanza portando persino buste di viveri, una forma di sostegno usuale, raccontano, nella comunità venezuelana.

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L’appuntamento con il killer

L’ipotesi che il killer e la vittima si conoscessero è la stessa riportata dal Corriere della sera, che spiega che i due potessero adirittura essersi dati appuntamento:

Si analizzano i tabulati per scoprire l’ultima telefonata partita lunedì sera dal cellulare di Alessandro, trovato ancora addosso a lui. Se è vero che pensava di non rientrare a casa, l’ipotesi è che avesse un appuntamento da confermare con una persona. Magari proprio l’assassino. O uno degli assassini. Una delle telecamere vicine al punto in cui mercoledì mattina qualcuno ha parcheggiato la Cinquecento di Alessandro potrebbe svelare addirittura un volto. C’è il massimo riserbo, ma le indagini,che tendono a scartare l’ipotesi della rapina (il portafogli non è stato trovato, ma Alessandro non lo portava quasi mai), potrebbero essere vicine a una svolta

Il killer e Alessandro si erano conosciuti tramite un giro di droga? È la pista che secondo Repubblica stanno seguendo gli inquirenti

Per tre giorni èstato dato per disperso e tre giorni di indagini sono state buttate, ma ora i carabinieri hanno tolto di mezzo sette piste investigative che facevano solo confusione e si sono concentrati al momento su una ipotesi: Alessandro “Magno” Neri, 29 anni, era entrato in un giro di droga. Droga pesante e pesante