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Il risultato dell'autopsia di Alessandro Neri: perché non si è difeso?

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La morte di Alessandro Neri è ancora un mistero. Ma il risultato dell’autopsia confermerebbe uno dei sospetti degli inquirenti. Il ragazzo conosceva il suo killer (leggi qui). E spunta l’ipotesi di una faida in famiglia.

Il risultato dell’autopsia di Alessandro Neri: perché non si è difeso?

È il Corriere a spiegare che l’autopsia di Alessandro conferma che non si è difeso:

È morto senza difendersi. Gli hanno puntato la pistola al petto e hanno fatto fuoco. Forse la punizione per aver commesso uno sgarro o aver tradito la fiducia di una persona, questa è una delle varie ipotesi che si stanno esaminando ora.
E l’esecuzione potrebbe essere avvenuta a pochi metri dal punto in cui il corpo è stato trovato, nel fosso canale di via Vallelunga, vicino al cimitero di San Silvestro. L’autopsia dice che non ci sono segni di colluttazione sul corpo di Alessandro Neri, 29 anni da compiere a fine mese, trovato morto alla periferia di Pescara giovedì scorso.

Non è stato picchiato, come si pensava in un primo momento (leggi qui).  E come ancora sostengono fonti della famiglia riportate dal Messaggero

Fonti della famiglia confermano: «Alessandro è stato picchiato prima di essere ucciso, abbiamo visto il suo corpo». Tumefazioni che gli inquirenti attribuiscono alla caduta del cadavere nel fosso. Ma il ragazzo è stato ritrovato con le gambe nell’acqua e con la testa coperta dal cappuccio della felpa. Qualcuno – l’assassino o gli assassini – lo ha messo in quella posizione.

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Alessandro Neri: la pista della faida familiare

Secondo il Messaggero la famiglia di Alessandro non era così unita come sembra. Contrasti che avrebbero portato la madre a decidere di allontanarsi:

«Sì, ci sono contrasti per le proprietà» dice una persona molto vicina ai Neri e ai Lamaletto che non esclude la terribile ipotesi di cercare “in casa”, invitando gli inquirenti a una svolta, cioè a una robusta virata sulle indagini.
Laura, con il marito Paolo orafo a Firenze,aveva messo in vendita la casa di Spoltore, «la sua intenzione è di trasferirsi a Miami dove vive una sorella e c’è uno dei figli, Massimiliano, che lavora come chef» rivela ancora la fonte vicina alla famiglia. A confermare i rapporti tesi in casa Lamaletto c’è l’estromissione di Laura dall’azienda vitivinicola Il Feuduccio, a Orsogna in provincia di Chieti, realtà fondata vent’anni fa con passione da Gaetano Lamaletto al suo rientro dal Venezuela dove aveva costruito una fortuna.
A Caracas l’anziano imprenditore aveva lasciato al figlio Camillo la conduzione della fabbrica di ceramiche per edilizia, la Grupo Lamaletto Balgres, una delle realtà imprenditoriali più importanti nel Paese sudamericano ma costretta adesso ad affrontare la gravissima crisi sotto il governo di Maduro.

E Alessandro non lavorava nell’azienda di famiglia da due anni, come racconta la Stampa:

Anche Alessandro si era trovato in difficoltà. Da quasi due anni non lavorava più nella tenuta e si arrangiava con operazioni saltuarie, vendeva i gioielli del padre su Internet, provava a fare affari con le aste giudiziarie. Nel frattempo, però, la 500 cabrio,rossa fiammante, era uno status symbol a cui no nrinunciava. E si racconta in giro che avesse preso a frequentare cattive compagnie.