Cronaca

La vera storia di Alice Signorini, la ragazza morta di crepacuore per la morte dei genitori

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Alice Signorini aveva perso il padre Paolo due anni fa. La mamma Angelina era morta lo scorso dicembre. Il cancro li aveva portati via da lei e così Alice, che pesava trenta chili e aveva tatuato «mamma» e «papà» è morta. Di crepacuore si è detto in un primo momento. Ma la verità è un’altra. Si chiama anoressia e la spiega la zia Donatella.

La vera storia di Alice Signorini, la ragazza morta di crepacuore per la morte dei genitori

La zia Donatella racconta la lunga battaglia della nipote Alice con l’anoressia:

Di cosa sia morta esattamente la ventiseienne Alice Signorini di Bergantino, professione bancaria, lo dirà forse il medico legale incaricato dal pm di capirne di più, senza tuttavia immaginare chissà quale mistero. «Io dico che è stata l’anoressia, un collasso dovuto alla mancanza di forze — sospira zia Donatella che con suo marito si è sostituita ai genitori —. Ne soffriva da sei anni e non ne usciva. Io lo so bene perché ci sentivamo tutti i giorni, a orari fissi, il buongiorno, la buonanotte e almeno venti messaggi. Che avesse un dolore grande per la morte dei genitori, è indiscutibile, ma non era depressa, glielo assicuro. Nonostante tutto, amava la vita, sorrideva e sognava».

Sognava di recuperare qualche chilo. «Per trovarsi un ragazzo e farsi una famiglia. È stata anche ricoverata due volte ed entrambe le volte l’hanno dimessa per volontà sua, perché voleva trovare a riprendersi la vita»

Alice sveva perso il controllo del proprio corpo e nonostante la sua volontà di vivere non è riuscita a riappropriarsene prima che fosse troppo tardi:

c’era qualche amica, come Annamaria, alla quale si era mostrata ottimista: «Guarda che mi verranno i muscoli», le aveva detto giusto qualche giorno fa. Voleva crederci ma il suo corpo evidentemente non ascoltava la sua mente. «Lunedì scorso mi ha scritto: io sto veramente bene — aggiunge la zia —. Poi l’ho vista: era magrissima…Ma aveva una carica che mi dava l’idea di farcela». Il buongiorno, la buonanotte e, mercoledì mattina, il silenzio. «Non ha risposto per dieci minuti al messaggio delle sette, ho subito dato l’allarme».

E anche Gramellini, sempre sul Corriere, spiega che la notizia è stata riportata per ore in modo sbagliato da tutti i media:

Per molte ore, ieri, una delle notizie più lette in Rete raccontava di una ragazza morta di crepacuore dopo avere perso negli ultimi due anni entrambi i genitori. Tutto congiurava a rendere la storia eccezionale: la concatenazione dei lutti, il decesso nella casa in cui la giovane donna si era appena trasferita per sfuggire alle ombre del passato, le parole «mamma» e «papà» tatuate sul suo corpo.

Era la manifestazione plastica della grande paura di ogni genitore: che ne sarebbe dei miei ragazzi il giorno in cui rimanessero soli al mondo? Ma la realtà è sempre meno netta della sua rappresentazione (per questo abbiamo inventato i romanzi). La polvere della notizia si è depositata pian piano, restituendoci la vicenda – meno eccezionale – di una morte per anoressia, il male di cui la giovane aveva cominciato a soffrire ben prima di diventare orfana