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Amanda Bonini, Fabiola Sciabbarrasi e Pino Daniele: il triangolo che continua dopo la morte

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La notizia di Pino Daniele che ha lasciato la moglie Fabiola Sciabbarrasi per una nuova compagna, la cinquantenne Amanda Bonini, fece molto scalpore quest’estate. L’uomo ha deciso di separare una famiglia composta da tre figli per una donna sconosciuta. All’epoca l’ex moglie, furiosa, si era sfogata sul settimanale Chi, ma sembra proprio che anche dopo la morte del cantante il triangolo continui. Cosa è successo e perché stanno litigando? Intorno al feretro, ieri mattina, nella piccola morgue del Sant’Eugenio, a Roma, si sono riunite la prima moglie DorinaGiangrande, la seconda Fabiola Sciarrabasi, l’ultima compagna Amanda Bonini. I suoi figli: Alessandro,che gli faceva da personal manager, e Cristina, nati dalle prime nozze, Sara, 18 anni, Sofia,13,  mancava il piccolo Francesco, solo otto anni. C’erano anche i suoi fratelli ,tutti cardiopatici come lui: Nello, reduce da un’operazionedi by-pass e compagno d’arte, eSalvatore. Carmine, che aspetta un trapianto di cuore, non ce l’aveva fatta a restare, il giorno primo davanti al feretro si era sentito male, era dovuto tornare a casa.
LE TRE DONNE DI PINO DANIELE – Il Messaggero tratteggia oggi un ritratto delle tre donne di Pino Daniele:

Dorina resta più defilata:il cantautore la conobbe quando era una sua corista (compare nei credits del primo, storico, lp, Terra mia), la sposò, costruirono insieme un nido d’amore e uno studio di registrazione a Formia, dove lei è rimasta anche dopo il divorzio.

Poi il quotidiano racconta la nascita del rapporto con Amanda Bonini:

A casa dell’amico Massimo Troisi,con cui condivideva anche la passione per le belle donne, il lazzaro fu molto felice quando incontrò la Sciabbarrasi, splendida modella ventiquattrenne. Fu subito amore e non un calesse, con tanto di nozze e nascite, prima le due bimbe, finalmente il maschietto, coccolatissimo dal papà. Lui diceva di «averle dedicato almeno una ventina di canzoni», lei di «aver provato a mettere un po’ di ordine nella sua vita». Quasi vent’anni, poi la rottura, non indolore, per la coppia: «È stato uno strappo», scrisse Sara, nei giorni scorsi a Courmayeur con l’amica Aurora Ramazzotti,figlia di Eros, a cui per sorte è toccato annunciare al mondo la morte dell’amico. Strappo che ora le sembra anche più duro da digerire, forse. Amanda, cinquantenne originaria di Viterbo, aveva trovato in Pino la passione e gli aveva ridato passione. Anche per lei è dura sentirsi sotto esame, in un cocktail di affetti, recriminazioni, forse anche legittimi calcoli economici.

PINO DANIELE: L’AUTOPSIA – Ora che il corpo del cantautore verrà sottoposto ad autopsia per chiarire meglio cosa è accaduto quella notte e se effettivamente il cantante si sarebbe potuto salvare, l’ex moglie Fabiola parla a La Stampa: “Amanda dica quel che sa sulla sera in cui è morto”. Cosa c’entra Amanda in tutta questa storia? Secondo le ricostruzioni, Amanda Bonini ha chiamato il 118 per chiedere l’intervento di un ambulanza, che poco dopo è stata ricontattata perché Pino Daniele ha deciso che si sarebbe curato a Roma. La decisione è stata effettivamente presa dal cantante. Amanda Bonini verrà convocata in questura e intanto la moglie chiede la verità. Il triangolo continua?
PINO DANIELE E LA COMPAGNA IN QUESTURA – Intanto emergono nuovi particolari sul motivo per cui è stata convocata in Questura la compagna di Pino Daniele, Amanda Bonini:
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La donna ha ricostruito minuto dopo minuto quei momenti drammatici: il malore di “Pinuzzo”, il suo dolore al petto, il mancamento, poi le chiamate ai soccorritori e il tragitto dalla Toscana verso la Capitale.Contemporaneamente, i militari di Orbetello, di propria iniziativa,acquisivano il tabulato delle telefonate al 118 di Grosseto. Un rapporto che ora sarà messo a disposizione della Procura capitolina.Da quanto trapelato, dalle verifiche non sarebbero emerse anomalie tra la ricostruzione degli spostamenti dell’ambulanza resa dalla Asl e quanto affermato dai familiari dell’artista. Il pm Marcello Monteleone a cui il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatoneha affidato il fascicolo dovrà fare luce su alcuni punti poco chiari della vicenda: il presunto ritardo dell’ambulanza nel raggiungere la villa di Magliano, il perché della decisione di andare a Roma, l’episodio della gomma bucata lungo l’Aurelia che avrebbe fatto perdere altro tempo prezioso per salvare il cantante, circostanza di cui ha riferito Francesco Primerano,un cugino di Pino Daniele

FABIOLA SCIABBARRASI: SI’ ALL’AUTOPSIA –  E la moglie di Pino Daniele dichiara all’Ansa:

“Sono favorevole all’autopsia sul corpo di mio marito, se e’ un passaggio necessario a stabilire la verita’ sulla sua morte. In un primo momento avevo rinunciato all’idea dell’autopsia per evitare un’ulteriore oltraggio al corpo del padre dei miei figli. Poi, ieri, sono stati gli inquirenti a chiamarmi per dirmi che forse sarà necessaria per stabilire che cosa è successo e chiarire meglio la dinamica della morte di Pino. I quesiti sono tanti e tutti ancora aperti. Ripeto, voglio solo la verità e la cercherò in tutti i modi”

 
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PINO DANIELE: INDAGINE PER OMICIDIO COLPOSO -La Procura di Roma indaga per omicidio colposo in relazione alla morte del cantautore napoletano Pino Daniele. Il procedimento, al momento contro ignoti, è affidato al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e Marcello Monteleone che hanno disposto l’autopsia che verrà svolta dopo i funerali di Roma e Napoli.  L’indagine vuole accertare se la richiesta di andare a Roma, dopo essere stato colto da malore, sia arrivata effettivamente dallo stesso artista partenopeo. Secondo quanto accertato la sera del 4 gennaio la compagna di Daniele, Amanda Bonini, chiamò il 118 per chiedere l’intervento di una ambulanza. I medici, arrivati nella zona del casale dove viveva Daniele, contattarono di nuovo i familiari i quali comunicarono che si sarebbero recati con mezzi propri a Roma dal cardiologo di fiducia del cantante.