Cronaca

Antonietta Gargiulo è uscita dall'ospedale

antonietta gargiulo alessia e martina

Come sta Antonietta Gargiulo? La mamma di Alessia e Martina (leggi qui) è stata dimessa dal San Camillo. Ma non è tornata a casa, e non ha potuto far visita alle sue bambine al cimitero. Ecco cosa dovrà affrontare

Antonietta Gargiulo è uscita dall’ospedale

Il Messaggero racconta cosa sta succedendo ad Antonietta:

Antonietta Gargiulo ha lasciato l’ospedale San Camillo di Roma nel massimo della riservatezza, accompagnata dalle sorelle ma anche da un gruppo di carabinieri in borghese

Ma la Gargiulo non ha una casa dove tornare, e neanche le figlie da salutare. Andrà in un’altra struttura sanitaria, dove verrà curata:

Ieri mattina la donna è stata dimessa su disposizione dei medici che hanno considerato adeguate le sue condizioni fisiche. E’ stata portata via dalle sorelle che sono state al suo fianco durante tutto il periodo del ricovero in ospedale. All’uscita nessun contatto con la stampa, nessuna visita al cimitero di Cisterna,dove riposano le figlie Martina e Alessia. Antonietta Gargiulo è stata immediatamente trasferita in un’altra struttura privata,in Campania, dove dovrà affrontare un lungo e complesso percorso di riabilitazione. La donna, dopo l’aggressione a colpi di pistola da parte del marito, è rimasta ferita al volto ed è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Ora riesce a camminare lentamente e anche a pronunciare qualche parola, seppur con fatica.

Antonietta non dovrà solo affrontare un percorso di riabilitazione fisica, ma soprattutto psicologica:

Le condizioni di Antonietta sono migliorate costantemente nelle ultime due settimane. Il 13 marzo i medici dell’ospedale San Camillo avevano dato il nullaosta per il trasferimento della paziente dal reparto di Terapia intensiva a quello di Chirurgia generale. Lì ha avuto modo di confrontarsi costantemente con gli psicologi che hanno avviato un percorso delicato con l’obiettivo di restituire, per quanto possibile, una vita ad Antonietta, evitando che possa sprofondare nel vortice della depressione o, peggio, nei sensi di colpa per quanto accaduto.