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La storia di Arrow, il cane curato grazie a Facebook

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Arrow è un husky di 11 mesi arrivato qualche tempo in Italia da Dubai dove era stato abbandonato. La sua storia però inizia a settembre quando il suo nuovo padrone, Salvatore, si è accorto che il cane stava male, molto male. Dopo una prima visita il veterinario gli aveva prospettato due opzioni: eutanasia o provare a salvarlo, senza certezza di successo, con quattro emodialisi.
L’IMPORTANZA DI NON ESSERE SOLI – Comprensibilmente si trattava di una decisione molto difficile, da un lato lasciare morire un cane che Salvatore aveva adottato appena due mesi prima nella speranza di dargli una vita migliore. Dall’altro si trattava di sostenere una spesa non indifferente, dell’ordine di qualche migliaio di euro, decisamente troppo per una persona con un lavoro normale. Una situazione nella quale nessuno vorrebbe trovarsi. Salvatore ha pensato così di rivolgersi all’associazione che l’aveva aiutato ad adottare Arrow per un consiglio.

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Arrow in montagna prima di ammalarsi (Fonte: Cuore Husky Rescue via Facebook.com)

L’associazione è una delle tante che si occupano di “rescue” ovvero di salvataggio di cani malandati o abbandonati. Non tutti i cani finiscono infatti nei canili e ci sono persone che – in maniera volontaria – si occupano di fare in modo che un cane venga adottato e che venga portato dalla “famiglia affidataria”. Il rescue italiano è l’associazione “Cuore Husky Rescue“, che è in contatto con un’altra associazione a Dubai, quella dalla quale è arrivato Arrow. Dalle analisi si è capito che Arrow aveva contratto  a causa di una puntura di zecca – dopo il suo arrivo in Italia – non una, non due non tre ma ben quattro malattie potenzialmente mortali.
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Le due associazioni si sono mobilitate per aiutare Salvatore e Arrow (da Dubai è arrivato subito un contributo economico per le prime spese mediche) ma non era sufficiente. Inoltre lo stato di salute di Arrow continuava a peggiorare.
 
LA RACCOLTA FONDI PER SALVARE ARROW – Anche solo  stabilire perché stesse morendo e capire che si era preso tutte quelle infezioni è stata un’impresa difficile e per giorni le notizie erano solo negative: i medici non riuscivano a determinare le cause del crollo e su internet i bollettini medici erano davvero sconfortanti. I reni sono andati subito in blocco per cui sono state necessarie 2 dialisi e moltissime cure d’emergenza. La creatina che dovrebbe stare a 1.8 saliva sempre di più, sembrava una marcia implacabile. Nonostante le cure è salita a 8. Sono valori incompatibili con la vita.
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Arrow e Salvatore (Fonte: Cuore Husky Rescue via Facebook.com)

I medici “Istituto Veterinario di Novara” la clinica dove è stato ricoverato Arrow hanno fatto il possibile. Cercando di decurtare una parte ingente delle spese delle cure per venire in contro a Salvatore. Anche così però il preventivo di spesa rimaneva alto: oltre 6.000 euro. Si è pensato così di coinvolgere anche altre persone in questa gara di solidarietà ed è stata aperta una raccolta fondi su GoFundMe che in pochi giorni grazie alla generosità di persone che non conoscevano né Arrow né Salvatore ma si sono appassionate alla loro storia ha superato i 4.000 euro.
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Arrow alla clinica veterinaria di Novara dove è stato ricoverato (Fonte: Cuore Husky Rescue via Facebook.com)

Arrow però continuava a peggiorare e mentre qualcuno si chiedeva se avesse davvero senso spendere così tanti soldi per un cane qualcun altro nei commenti ad uno dei post suggeriva di rivolgersi  Prof. Maurizio Del Bue di Brescia. Inizia così un’altra storia, ed entra in gioco una terapia nuova e sperimentale. Del Bue è infatti un medico veterinario che che studia la possibilità di curare gli animali con le staminali. Del Bue ha inoltrato la  richiesta al Ministero per fare la cura al cane (per le staminali serve un via libera ministeriale) e martedì Arrow è partito da Novara dove era ricoverato è andato a Brescia, ha fatto la trasfusione ed è tornato in clinica.
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Arrow a casa dopo l’omotrapianto di staminali  (Fonte: Cuore Husky Rescue via Facebook.com)

È ancora presto per sapere se Arrow ce la farà e riuscirà a guarire completamente. Per il momento il livello di creatinina – un parametro importante per la salute del cane – ha iniziato a scendere.
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La storia della guarigione è appena iniziata e tutti hanno recuperato la speranza che un giorno Arrow possa tornare a correre e a vivere la vita che ogni cane dovrebbe fare. Per il momento però – al netto di tutte le brutte notizie sui cani maltrattati, abbandonati o seviziati  che ci arrivano proprio grazie a Facebook – i volontari e gli amici di Arrow hanno imparato che le reti sociali, anche quelle virtuali, possono fare del bene. Quella di Arrow è solo una delle tante storie dove persone che non si conoscono si danno da fare per fare qualcosa di buono, ma di queste storie si parla troppo poco.