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L’inquietante intervista a Barillari, il paparazzo che ha beccato Asia Argento prima del suicidio di Anthony Bourdain

asia argento anthony bourdain

“Era il mio amore, la mia roccia, il mio protettore”. Così Asia Argento, con un post pubblicato sui social ricorda il compagno Anthony Bourdain, chef di fama internazionale, trovato morto in un albergo in Francia in circostanze che i media locali attribuiscono ad un probabile suicidio. Rino Barillari, il celeberrimo paparazzo che ha beccato la Argento con il giornalista Hugo Clement poco prima della morte di Bourdain, racconta un retroscena su quelle foto.

L’inquietante intervista a Barillari, il paparazzo che ha beccato Asia Argento prima del suicidio di Anthony Bourdain

“Anthony ha dato tutto se stesso – ha scritto Asia Argento – in tutto quello che ha fatto. Il suo spirito brillante e coraggioso ha toccato e ispirato così tante persone e la sua generosità non conosceva limiti. Era il mio amore, la mia roccia, il mio protettore. Io sono più che devastata. I miei pensieri vanno alla sua famiglia. Vi chiederei di rispettare la sua privacy e la mia”. Bourdain si è ucciso per quelle foto con Clement? Barillari afferma nell’intervista firmata da Luca Telese e pubblicata su La Verità che se fosse così non avrebbe scattato:

Asia Argento: dopo il suicidio hai parlato di «pentimento». Proprio tu, che hai fotografato tutto e tutti.

«Senti Luca, il paparazzo è cinico, deve essere cinico. Ha l’ obbligo morale di essere cinico».

Ma allora perché dici che ti sei pentito di aver paparazzato Asia?

«Mica ho detto che sono un animale. Sono un cinico con il cuore. Come tutti quelli che fanno mestieri di frontiera».

Parliamo di quello scatto che avrebbe potuto ferire Bourdain: Asia Argento con il giornalista Hugo Clement.

«Pensa: lui 15 anni più giovane di lei».

Stavi seguendo lui o lei?

«Ahó, io sto Hugo nemmeno sapevo chi fosse. Ho beccato Asia da Camponeschi a piazza Farnese. Si è messa al tavolo e io dietro di lei».

Telese si fa raccontare come Barillari sia riuscito a non farsi notare dalla Argento, e il paparazzo racconta tutto fino al momento in cui l’attrice è venuta allo scoperto a tarda sera:ù

«A fine serata lei era sicura: prima si è messa a ballare, poi lo ha tirato dentro, quindi si è stretta a lui. Era come se stessi girando un film. Limonavano come dei bambini di 16 anni.

Tutti li guardavano. Lei sembrava una bambola indemoniata, catalizzava lo sguardo. Scena di una sensualità pazzesca».

E poi?

«Ho mandato un ragazzetto a chiedere a lui: “Excuse me, sir, can you give me your name?”».

E lui?

«Ha risposto. E a quel punto era fottuto».

Asia come ha reagito?

«Mi vede, alla fine, e mi fa ha: “Non pubblicare mi rovini!”».

La parte più interessante dell’intervista è la fine. Barillari ribadisce che se le foto sono state la causa della fine di una vita non le avrebbe scattate. Ma si dice anche sicuro del fatto che un’immagine non può provocare un suicidio, aggiungendo un’insinuazione che lascia molti dubbi:

Cosa ti avrebbe fatto fermare?

«Se mi diceva che si rischiava una vita. In quel caso sì, eccheccazzo. Una foto non vale una vita».

Beh, un parametro alto.

«Non fare la morale. Esistiamo perché esistono i lettori, fra cui tu, che il giorno dopo vogliono vedere. Però…».

Cosa?

«Se quello scatto avesse innescato il suicidio… Ecco, questo mi farebbe soffrire».

Forse è stato così.

«Un solo scatto? Impossibile. Se Anthony avesse visto quello che ho visto io, allora forse sì…».

 

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