Cronaca

Aurora Ramazzotti: “Vivo sotto scorta perché mi vogliono sfregiare con l’acido”

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Aurora Ramazzotti intervistata dal Corriere della Sera in occasione del suo debutto in tandem con la mamma Michelle Hunziker nella trasmissione «Vuoi scommettere?» racconta come è cambiata la sua vita da quando un anno fa è arrivata una mail anonima con la minaccia di buttarle addosso dell’acido.

Aurora Ramazzotti: “Vivo sotto scorta perché mi vogliono sfregiare con l’acido”

La figlia di Michelle Hunziker spiega di vivere da un anno con una guardia del corpo che l’accompagna in tutte le sue attività. E che ha dovuto cambiare molti dei suoi comportamenti da ragazza che si sentiva libera di fare qualsiasi cosa e andare ovunque. Aurora è fidanzata (leggi qui), ma non spiega se le costrizioni hanno messo in difficoltà anche la sua vita sentimentale:

Nella sua vita c’è un prima e un dopo, racchiuso nella email indirizzata un anno fa a sua mamma: anonimi chiedevano soldi a Michelle Hunziker, per non gettare dell’acido in faccia alla figlia.

Come lo ha saputo?
«Mia madre mi ha chiamata subito. Stavo andando in università, ho avuto una specie di attacco di panico. La prima reazione è stata guardami attorno. Un attimo prima ero libera, da quello dopo
non lo sono più stata».

Come è cambiata la vita?
«Da un giorno all’altro ho dovuto adattarmi a un’altra persona, che è la guardia del corpo che vive con me da allora. All’inizio ho preso le distanze da tutto: sono tornata da mia madre e non ho più visto nessuno. Avevo paura. Ora ho un equilibrio ma faccio il triplo più attenzione. Se penso a come ero, è assurdo».

Perché?
«Era impossibile dettarmi cosa fare. È stato difficile entrare nell’impostazione mentale che sarebbe stato così per sempre. Oggi convivo con la consapevolezza del rischio, ma mi ha dato una scossa. Prima non pensavo al futuro: doveva arrivare il momento in cui mi inquadravo».

Perché hanno usato lei?
«Era il modo più efficace per fare leva su mia madre. Ma hanno trovato una donna forte e coraggiosa. Io all’inizio non lo sono stata, ora di più»