Cronaca

Il mistero della chiamata alla baby squillo dal telefono del senatore

baby squillo senatore

Il Messaggero racconta la storia di una ragazzina di 16 anni che, dopo aver messo un annuncio su bakeka.it per sesso a pagamento fingendosi maggiorenne, è stata stuprata da un agente di moda e dal suo fantomatico autista in un appartamento a via Cavour. E c’è una strana telefonata da un numero molto importante…

Il mistero della chiamata alla baby squillo dal telefono del senatore

La ragazza ha spiegato di aver pubblicato l’annuncio in un momento di crisi, perché si sentiva sola. La ragazza minorenne ha scritto queste parole: “«Diciannove anni. Roma Nord. Ragazza cerca uomo. Ho voglia. Contattatemi»”. Approfittando dell’assenza dei genitori ha ricevuto due “clienti” nella villa di famiglia. Con uno solo ha fatto sesso, e verrà processato per prostituzione minorile. Nel pomeriggio invece un altro individuo si presenta per prenderla con macchina e “autista”. La sedicenne si spaventa e prova a fermare tutto. Senza successo. Per i due individui che l’hanno portata nell’appartamento l’accusa è violenza sessuale di gruppo ai danni di una minorenne:

«Li ho conosciuti – racconta poi negli interrogatori protetti davanti al procuratore aggiunto Maria Monteleone – perché mi sentivo molto sola, un po’ persa ed ero in crisi esistenziale, e quindi ho voluto cercare compagnia. E però alla fine non ho saputo gestire la situazione».

Dal momento in cui è salita sull’auto l’aria da baby squillo e si è sentita spaventata, incapace di reagire. L’uomo con l’ autista, un quarantenne agente di spettacolo, le mette in mano pure un bigliettino da visita, («chissà forse credeva che potevo cadere nel desiderio di certe strade», commenterà poi lei). In auto la comincia subito a palpeggiare. «Arrivata nella casa, ho detto pure che ero minorenne, con problemi di instabilità emotiva e sotto psicofarmaci, ma non si sono fermati».

La notte racconta tutto alla madre, una dirigente ministeriale, mentre il padre, un professionista in vista, viene informato dopo le visite al Sant’Andrea e al Bambino Gesù. «Dopo che il papà è andata a prenderla a Campo de fiori a mezzanotte, come d’accordo, mi è apparsa gelida, distaccata», racconta in denuncia la mamma. «L’avevano pure schiaffeggiata». L’adolescente era con loro quando quella sera di San Valentino riceve la chiamata di un altro cliente. Il telefono risulterà intestato a un senatore della Repubblica. Se da via Veneto abbia chiamato lui o qualcuno col suo telefono, però, non si saprà mai. Non è stato indagato visto che l’incontro non c’è stato