Cronaca

I bambini dispersi dell'hotel Rigopiano

bambini hotel rigopiano

Almeno quattro bambini si trovano ancora sotto la slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano in Abruzzo.

“Hotel Rigopiano? Purtroppo all’interno dell’albergo ci sono anche 4 bambini“. Sono le parole pronunciate con voce commossa dal sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ai microfoni di Radio24 sul numero di persone che si trovavano nell’Hotel di Rigopiano, in Abruzzo, travolto da una slavina.

Repubblica, Messaggero e Corriere raccontano le loro storie:

SAMUELE

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Ricarico  le batterie e torno», ha scritto Marina Serraiocco su Facebook l’altro giorno mentre tirava giù le saracinesche del suo negozio a Osimo, provincia di Ancona. Un antro per turisti ricco di souvenir d’autore realizzati da lei stessa, in qualche caso, aperto nel centro storico del paese alle spalle del monte Conero. Dai, ognitanto ci vuole una boccata d’aria buona e un pizzico di relax per riprendersi dallo stress, no? E allora via per una vacanza super rapida con il marito Domenico Di Michelangelo, poliziotto delle volanti, agente in servizio al commissariato locale di Osimo. Con loro, naturalmente, anche il bimbo di sei anni, uno degli almeno quattro che mercoledì mattina ridacchiavano in giro tra la piscina e la hall.
Domenico ha 40 anni, Marina 36. Dal 2012 vivono insieme nella frazione di San Paterniano di Osimo. A dare l’allarme sulla loro scomparsa è stato il fratello di Domenico, Alessandro. Con un post sulla pagina Facebook dell’hotel ha rivelato tutta l’angoscia con cui cercava disperatamente i suoi parenti.«Per favore, se avete notizie di mio fratello, della moglie edel figlio Samuel di 6 anni… siamo preoccupati… non si hannonotizie da oggi alle 15. Erano ospiti della struttura». Domenico è nato a Chieti, ai piedi di questa montagna bella easpra. E anche la moglie Marina è abruzzese, ma di Popoli. Aveva appena cambiato la sua immagine su Facebook scegliendone una scattata a Rigopiano: la neve è già alta, Samuel è imbacuccato tra i genitori sorridenti. Non fa mica paura, tutta quella maledetta neve.

GIANFILIPPO E LUDOVICA

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Giampiero Parete è sopravvissuto allo scempio della valanga che ha spazzato via l’albergo sulla montagna. Là sotto sono rimastila moglie Adriana, il figlio Gianfilippo di 8 anni e la sua Ludovica. La bimba che sognava la neve. Parete,cuoco e pasticcere, è ricoverato nel reparto di rianimazione di Pescara. Un improbabile camice a pois ha preso il posto della tuta da sci, ilpapà Gino lo aiuta a farsi capire.I postumi dell’ipotermia gli rallentano le parole,non il pensiero. «Scavate,cercateli, maledetto me che non me ne sono andato subito quando il cielo non si fermava più». Perchè nell’hotel dell’apocalisse? Davvero solo per fare un regalo alla bambina? «Sì, quella vacanza era dedicata a mia figlia. Una sorta di secondo regalo. Siamo partiti lunedì e saremmo dovuti rientrare oggi (ieri ndr.). Poi però ha iniziato a nevicare. Quando mercoledì la terra ha iniziato a tremare così abbiamo deciso di ripartire. Stare in quel posto non ci piaceva più».